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Asl Roma 2, “il 34% dei dipendenti ha limitazioni al lavoro, il PTV è al 7%”

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Nel Lazio gli infermieri più vecchi d’Italia: età media 54,6 anni

Un quarto dei dipendenti ospedalieri (25%) ha delle limitazioni al lavoro. “Minori aggravi” al punto da impedirgli di svolgere pienamente il proprio ruolo, dal medico all’infermiere, passando per il personale di supporto: c’è chi non può usare il computer, chi non può sollevare pesi e chi non può lavorare di notte. Al Policlinico Tor Vergata si è registrata la percentuale più bassa: il 7%. Mentre all’Asl Roma 2 nel suo complesso (compresi gli ospedali Pertini, Sant’Eugenio e Cto) la percentuale sale al 34 per cento. Mai quanto l’Umberto I: Sono il 42 per cento gli inabili. Su 4.333 dipendenti, quelli che hanno delle prescrizioni sono 1.687. Questa cifra comprende anche gli impiegati. Al San Camillo il numero dei dipendenti del comparto sanità (infermieri, medici e ausiliari) è di 2.416, quelli con limitazioni sono 444, circa il 18%. Al Sant’Andrea c’è il 24 per cento di inabili, praticamente uno su quattro, mentre nell’Asl Roma 3 la percentuale sale al 30. Queste almeno sono le cifre di una ricerca condotta dal consigliere regionale Massimiliano Maselli (capogruppo di Noi con l’Italia). Intanto salgono a 4068 le carenze di infermieri nel Lazio. A certificarlo è la stessa federazione nazionale (Fnopi) perché, oltre alle 3013 carenze attuali, si aggiungono le 1055 unità che andranno in pensione grazie alla riforma Quota 100 (è una stima prudenziale che ipotizza una media del 30% in quiescenza dei potenziali 3517 infermieri già in possesso dei requisiti) anche perché nel Lazio operano i paramedici più vecchi d’Italia (età media 54,6 anni) secondi solo alla Campania (55,9).