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Subiaco, sopralluogo del sottosegretario alla Salute: “l’Asl Rm 5 colmi le carenze dell’emergenza-urgenza”

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Dopo “dodici ore in attesa dell’arrivo dell’unico Centro mobile di rianimazione” dell’Asl Roma 5, ossia l’ambulanza col medico rianimatore a bordo, “la degente è morta subito dopo l’ingresso nel Pronto soccorso di Tivoli”. La via crucis di una sessantenne, operata 2 volte in 2 giorni per un’ernia ombelicale, la lunga attesa per il trasferimento e poi la corsa lungo i 41 chilometri che separano l’ospedale di Subiaco dal reparto di Terapia intensiva tiburtino sono stati denunciati in una lettera inviata al Ministero della Salute dal Movimento 5 Stelle di Subiaco. L’Asl Roma 5 ribatte, assicurando di aver “istituito una commissione interna per la verifica dei fatti segnalati i cui risultati saranno resi noti alla parte interessata”. Ma il caso della donna, avvenuto nel periodo natalizio, riaccende le polemiche su un territorio montano “da 3 anni privato della terapia intensiva che, se presente, avrebbe potuto salvare la vita della signora- denuncia il portavoce grillino, Giuseppe Mancini- Oltre alla mancanza della pista per l’eliambulanza, che viene annunciata da 3 anni e mai si realizza”. E il primo febbraio scorso il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi (M5S), ha fatto una visita ispettiva al nosocomio sublacense, il più piccolo del Lazio con i suoi soli 27 posti letto per acuti attivi. Bartolazzi ha chiesto all’Asl Roma 5 “di colmare le lacune dell’emergenza-urgenza: qui non può non essere presente la figura del cardiologo, del radiologo e dell’ortopedico. Occorre anche implementare il numero di posti letto e il servizio di trasporto dei pazienti critici a cominciare dalla realizzazione dell’elisuperficie, in ritardo di oltre 3 anni. Se la legge sugli ospedali di area disagiata impone troppi limiti siamo disponibili a rivederla perché presidi come questi devono essere messi nelle condizioni di poter curare infarti, ictus e fratture, che sono le cause di morte più alte nelle aree interne”. E quando i cronisti presenti hanno fatto notare che da 6 anni non viene attivato il “Progetto Ictus”, fermo insieme al macchinario ancora incellofanato in Pronto Soccorso nonostante i 400 mila euro spesi nel 2010 per collegare Tivoli, Palestrina e Subiaco all’Umberto I, il sottosegretario ha chiesto spiegazioni al commissario straordinario dell’Asl, Giuseppe Quintavalle. Il quale ha comunicato “l’elenco della strumentazione tecnica in consegna all’Ospedale di Subiaco, tra cui: portatile per radioscopia, monitor multiparametrici per la valutazione dei parametri vitali, colonna videolaparascopica, ecotomografo protatile per il pronto soccorso e per l’area medica, ecotomografo di alta fascia multidisciplinare per la chirurgia, ventilatore polmonare per il pronto soccorso, lavapadelle per il pronto soccorso, pulsossimetri per le attività di reparto, polisonnigrafo per l’area medica, otoscopi, ofltalmoscopi, videolaringoscopi, sollevamalati, carrelli per terapia, per emergenza, per le cure igieniche, per il trasporto farmaci, lettini da visita e per fkt, sistemi per aerosol terapia. Inoltre, presidi riabilitativi quali: pedana con parallele ad altezza variabile, spalliera, palle in gomma, bacchette di legno, set di sedute per ergoterapia, set memory, barelle aggiuntive per attività di reparto e sedie a rotelle”.

Quintavalle ha anche annunciato la prossima deliberazione dell’acquisto di una nuova Tac: quella attuale è vecchia di 11 anni ed è dotata soltanto di 4 strati. Ma ci sono anche le carenze di personale: “siamo rimasti solo 4 chirurghi e, dopo la chiusura del reparto di Terapia intensiva-Rianimazione l’attività chirurgica ne ha risentito perché è possibile effettuare solo alcuni tipi di interventi”, ha detto il primario del reparto, Roberto Longo, al sottosegretario. E l’associazione per la tutela della salute “Antonio Lollobrigida” rimarca “la insostenibile situazione degli ambulatori ospedalieri: carenti di Specialità e, per quelli esistenti, quasi totalmente non fruibili nei termini di legge (60 giorni max di attesa) la realtà vissuta parla di attese che vanno dai sei ai dieci mesi con un picco estremo ad Oculistica di 12 mesi”.