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Differenziata, il VI Municipio boccia Ama: “Merita un 4, deve chiudere Rocca Cencia”

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Il VI Municipio boccia Ama: “Gli do un 4”, dice il presidente Roberto Romanella, cinquestelle. “In alcuni quartieri va abbastanza bene in altri ci sono delle carenze. La consegna dei bidoncini è in ritardo di un paio di mesi. Lasciano a desiderare, poi, i controlli sui servizi effettivamente svolti. Il tutto zoppica un po’. Finora gli diamo un 4, bisogna che si applichino un po’ di più. Bocciata totalmente no, funziona a macchia di leopardo, è necessario che venga fatta funzionare dappertutto. Non deve mancare anche la collaborazione dei cittadini, può sembrare una seccatura all’inizio separare i rifiuti ma con il tempo diventa un’abitudine. Resta comunque la raccolta differenziata la soluzione per risolvere la questione dei rifiuti. Città immense come San Francisco fanno una raccolta differenziata meravigliosa, cosa abbiamo noi meno degli americani?”. Secondo il presidente l’impianto Tmb di Rocca Cencia “produce una puzza che impedisce ai cittadini di avere le finestre aperte, di poter fruire dei giardini e di stare di fuori. Noi martelliamo continuamente, chiediamo il superamento, l’inizio di una fase di transizione per poter chiudere questo impianto. Come Municipio già nell’estate del 2016, appena insediati, votammo un atto per il superamento del Tmb entro il 2019. Io sono una persona ragionevole, non mi aspetto una chiusura immediata ma mia aspetto che mettano in campo delle azioni volte a iniziare questo percorso di superamento di questo impianto che funziona poco e male. Spero non siano solo chiacchiere”. Il 15 gennaio in Aula Giulio Cesare, nel corso del Consiglio straordinario dedicato all’emergenza rifiuti, Romanella ha ribadito gli stessi concetti: “Turni saltati, contenitori non consegnati, scarsi controlli. Siamo a disposizione per migliorare, ma la situazione oggi è questa. Siamo ente di prossimità e viviamo sul territorio. Quel che non va un po’ sotto occhi di tutti”. Romanella, nel corso dell’assemblea capitolina tematica, ha auspicato che l’Ama sia “l’azienda dei cittadini e non solo pagata da cittadini”. Ma Ama prevede un “aumento dei rifiuti indifferenziati del 3% e incremento dei costi di Ama per lo smaltimento negli impianti privati dopo il rogo al Tmb Salario dello scorso 11 dicembre”. Sono cupe le previsioni per il 2019 nel settore dei rifiuti urbani nella relazione «cautelativa» inviata il 2 gennaio dall’ad di Ama, Lorenzo Bagnacani, alla sindaca Virginia Raggi.

LE REAZIONI – “Oggi mentre si svolgeva la seduta di Consiglio straordinario sui rifiuti in VI Municipio ho avuto la netta sensazione che si stesse girando una puntata della trasmissione Scherzi a parte”. Così Dario Nanni, consigliere del VI Municipio e coordinatore di Roma e Provincia di Italia in Comune, commenta i lavori in aula: “Nel mio intervento ho dovuto ricordare all’assessore Montanari, agli assessori e consiglieri di maggioranza che in questo momento storico sono loro che governano praticamente ovunque: a livello nazionale insieme alla Lega, e poi il Comune di Roma, la Città Metropolitana, lo stesso Municipio e che alla Regione Lazio presiedono le due commissioni competenti su questi temi, ossia Rifiuti e Ambiente. Dai loro interventi infatti non si capiva in alcun modo di chi fossero le responsabilità rispetto alle decisioni da prendere e chi fossero fisicamente i detentori dei vari livelli di potere”. “Sono dovuto intervenire proprio perché mi ero reso conto che per motivi a me sconosciuti nessuno li aveva avvisati che stanno governano ovunque, dal livello nazionale a quello municipale. Gli ho anche ricordato delle promesse fatte sulla gestione dei rifiuti, sulla pulizia delle strade, sulla chiusura di Rocca Cencia, ovviamente tutti impegni totalmente disattesi – continua Nanni -. Le parole dell’assessore Montanari purtroppo non hanno convinto non solo il sottoscritto ma anche i cittadini presenti che sentendosi presi in giro per la situazione che vivono quotidianamente hanno perso la pazienza tanto da dover sospendere la seduta in corso. La cosa più assurda però – conclude Nanni – è che per l’ennesima volta ci siamo trovati di fronte ad un vuoto planetario senza una minima prospettiva per il futuro e senza tempi certi rispetto alle varie problematiche poste da noi e dai cittadini rispetto alla fallimentare gestione dei rifiuti”.