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Regione, dopo 3 anni arriva l’annuncio: “5 milioni per l’area interna dei Simbruini”

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“Fino a 20 milioni di euro per 4 grandi aree del Lazio (Alta Tuscia – Antica Città di Castro, Monti Reatini, Monti Simbruini e Valle del Comino) le cosiddette aree “interne” escluse dalla rete principale di Comuni o aggregati di comuni”, annuncia la Regione, che aggiunge: “Si entra così nel vivo della Strategia nazionale Aree interne (SNAI) nella Regione Lazio con l’obiettivo di promuovere interventi di sviluppo locale in queste 4 aree e di dare risposte alle esigenze che da esse provengono. L’obiettivo è quello di invertire il trend demografico negativo di queste aree nel prossimo decennio attraverso una duplice azione: promozione del mercato e ripristino della cittadinanza. Gli interventi nei tre servizi essenziali previsti dalla strategia: sanità, trasporti e salute. Troveranno copertura finanziaria, nell’ambito dei fondi ministeriali per le politiche ordinarie, stanziati con la Legge di Stabilità, per un importo pari a 3,74 milioni di euro per ciascuna area”. Il resto, per arrivare ai 5 milioni annunciati, lo metterà la Regione, anche per l’area interna dei Monti Simbruini, che comprende i seguenti Comuni: Affile, Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Cineto Romano, Filettino, Jenne, Marano Equo, Percile, Riofreddo, Rocca Santo Stefano, Roviano, Sambuci, Saracinesco, Subiaco, Trevi nel Lazio, Vallepietra, Vallinfreda e Vivaro Romano. “Abbiamo dimostrato con i fatti la nostra grande attenzione nei riguardi di alcuni Comuni della nostra regione e deciso di destinare fino a un massimo di 20 milioni di euro con il limite di partecipazione per ciascuna delle quattro aree individuate, pari a 5 milioni di euro – parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questi importi saranno utilizzati per il finanziamento degli interventi previsti per lo sviluppo locale e per la copertura di quanto non risulti finanziabile con i fondi ministeriali. Da un lato si vuole stimolare lo sviluppo locale, intensivo ed estensivo, nei punti di forza di questi territori: agroalimentare, cultura e saper fare, turismo, energia, dall’altro si vuole riequilibrare l’offerta dei servizi essenziali di base: scuola, salute, mobilità e rete digitale”. Lo scorso anno, però, la Banca d’Italia aveva stigmatizzato i ritardi della Regione Lazio sull’avvio dei progetti. Nel suo Rapporto dedicato alle Regioni, infatti, l’istituto di Via Nazionale nel giugno scorso sottolineava i “ritardi registrati in fase di avvio” del programma. Ricordando che “nel 2015 la Regione Lazio ha individuato quattro aree candidate per l’attuazione della strategia: la Valle del Comino, i Monti Reatini, l’Alta Tuscia-antica città di Castro, e i Monti Simbruini, decidendo di avviare la sperimentazione sul primo. Nel complesso le aree candidate sono caratterizzate da una progressiva riduzione della popolazione (-33 per cento tra il 1951 e il 2011); il grado di invecchiamento è, inoltre, maggiore della media regionale delle aree interne”.