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E l’Iss loda il “Progetto Ictus a Tivoli e Subiaco” Ma l’“Angelucci” attende l’attivazione da 9 anni

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Non mancano solo la medicina nucleare e la risonanza magnetica nell’Asl Roma 5. Capita anche, infatti, che l’Istituto Superiore di Sanità indichi l’azienda come “Asl Roma 3” e, nel “Rapporto Ictus 2018”, faccia passare per già attivo un progetto che, in realtà, è restato fermo 5 anni ed applicato solo parzialmente prima a Tivoli, poi dallo scorso anno a Palestrina, ma non ancora a Subiaco. Si tratta del Progetto Ictus: nato nel 2010 per il teleconsulto del paziente durante la terapia trombolitica, costato complessivamente all’Asl 400 mila euro, il computer è ancora incellofanato nel nosocomio sublacense (foto nel riquadro). Invece, secondo il Rapporto nazionale, “L’implementazione della telemedicina potrebbe consentire di porre rimedio a queste difficoltà ed un’esperienza di questo tipo è ora stata avviata a Roma fra il Policlinico Umberto I (centro Hub) e gli Ospedali dell’ASL RM3 situati a sud-est della città (Tivoli, Palestrina, Subiaco)”. Oltre ai 9 anni d’attesa del Progetto Ictus il nosocomio sublacense attende da 3 anni la realizzazione dell’elisuperficie. Secondo gli “interventi specifici 2014-2015”, deliberati nel Decreto 412, la Regione avrebbe dovuto effettuare “entro il 31 dicembre 2015 l’attivazione delle nuove elisuperfici”. Quasi 2 anni dopo quel termine, il 15 novembre 2017, la Regione ha annunciato: “al via procedure per elisuperficie 118 a Subiaco”. Comunicazione ripetuta il 10 settembre scorso (“Elisoccorso e nuovo Ps a Subiaco”), ma è ancora tutto fermo. Bloccato da quasi 3 anni come il promesso rinnovo del Pronto soccorso. Dopo aver smantellato il Reparto di Rianimazione-Terapia Intensiva, Regione ed Asl avevano annunciato la “realizzazione di 2 posti di sala rossa per l’attività di rianimazione, prevista dal rinnovo del Pronto Soccorso”, promesso “a partire dall’ottobre 2016”.