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A24: la sospensione dei rincari non lascia, ma raddoppia: “Pedaggi congelati sino al 2021”

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20100630-Roma-SOI: Casello autostradale Roma Nord ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Stavolta nessun amaro calice di capodanno sull’A24. E neanche nel 2021: sino alla fine di ottobre nessun rincaro ai caselli, portando ad un periodo di 3 anni complessivi la “tregua” tariffaria sulla Roma-L’Aquila-Teramo-Pescara, iniziata infatti nell’ottobre 2018 con la prima sospensione dei rincari del 12,89% (erano scattati il primo gennaio dello stesso anno). ll blocco è contenuto in un emendamento votato nel decreto Sisma che è stato approvato alla Camera dei deputati. L’emendamento all’articolo 9 sospende anche “le rate del corrispettivo della concessione della Convenzione unica stipulata il 18 novembre 2009, relative agli anni 2017 e 2018, ciascuna dell’importo di euro 55.860.000” dovute dalla società concessionaria “Strada dei Parchi” del Gruppo Toto all’Anas, rinviate a fine convenzione, nel 2030.

I RICAVI – Nel 2017 (ultimo anno a disposizione) i ricavi dalla gestione autostradale sono stati pari a 197 milioni di euro, almeno stando a quanto specificato nell’ultima relazione della “Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali”. Mentre per le tariffe la stessa relazione registra una variazione dal 2009 al 2016 del 56%. Estendendo, invece, il calcolo ai 14 anni di privatizzazione i costi delle tariffe sulle due autostrade A24 e A25 sono aumentati complessivamente del 187%. Per la sicurezza i dati del report ministeriale indicano che solo il 35% dell’autostrada è coperta da pavimentazione drenante e, se le colonnine SOS sono 429, non c’è lungo tutta l’autostrada neanche un rivelatore di nebbia.

LE REAZIONI – I 104 sindaci del quadrante est della provincia romana e dell’Abruzzo esultano: “Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per l’ulteriore passo in avanti fatto nella battaglia che conduciamo da circa due anni sul “caro-pedaggi” e la messa in sicurezza della A24/A25. L’obiettivo comune è arrivare all’approvazione definitiva del Piano Economico Finanziario da oltre 3 miliardi di euro, già in Europa. Attendiamo comunque la convocazione del ministro De Micheli- avvertono i primi cittadini, riuniti il 7 dicembre a Carsoli- per condividere il percorso amministrativo comune che dovrà portare al raggiungimento della soluzione strutturale con il blocco definitivo degli aumenti e la velocizzazione degli interventi per la messa in sicurezza dell’intera tratta autostradale”. I 104 Comuni chiedono la “declassificazione del tratto urbano che va dalla barriera di Roma Est fino all’intersezione con la tangenziale est”: il pedaggio di questi 11 chilometri, infatti, è richiesto soltanto agli automobilisti che arrivano da A24 e A25. E anche la “declassificazione da tratto montano a non montano di numerosi tratti della A24-A25”. Perché la concessione vigente applica la “tariffa di montagna” sull’intero tratto autostradale: per l’A24 indica “Pianura km 0 – Montagna km. 159,3”, compresi gli 11 del pianeggiante tratto urbano romano. E, con questa applicazione integrale della “tariffa di montagna”, l’automobilista di certo non ci guadagna: paga il 43,3% in più di pedaggio rispetto a chi transita sull’A1. Per lo stesso tragitto di 41 chilometri, infatti, chi parte da Guidonia Montecelio (105 metri sul livello del mare) e raggiunge lo svincolo di Ponzano Romano-Monte Soratte (205 metri) sull’A1 paga 3 euro. Mentre chi imbocca il casello di Vicovaro-Mandela (300 metri) sull’A24 e raggiunge la barriera di Roma Est (20 metri), paga 4 euro e 30 centesimi.

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