Home Valle dell'Aniene Scontro Toninelli-Strada dei Parchi: “Ha fatto ammalorare i viadotti”

Scontro Toninelli-Strada dei Parchi: “Ha fatto ammalorare i viadotti”

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Per il ministro Toninelli il “concessionario, di anno in anno, ha fatto sì che i pedaggi aumentassero, perché ha caricato in tariffa il costo di doverosi interventi di manutenzione. E, nonostante ciò, ha anche lasciato che molti viadotti delle due autostrade si ammalorassero. Capisco che molti sindaci che oggi protestano appartengano proprio a quel mondo politico che ha permesso che tutto questo accadesse, ma non si può fare campagna elettorale sulla pelle delle persone”. Ma la società concessionaria ribatte alle accuse: “L’elaborazione di un nuovo Piano Finanziario consente di dare certezze sia sul piano dell’adeguamento sismico di A24 e A25 sia su quello degli investimenti necessari. Che si traduce in un doppio vantaggio per gli utenti, con una autostrada ancora più sicura e con una politica degli incrementi dei pedaggi maggiormente contenuti nel tempo. Ricordiamo infine come, già oggi, gli inutili allarmismi sulla sicurezza del tracciato hanno prodotto una riduzione del traffico del 7%. Un colpo per l’economia ed il turismo dei territori”.

I LAVORI – Il Gruppo Toto ricorda a Toninelli che, “sempre dai dati pubblicati sul sito del MIT su decisione del Ministro, è facile verificare che SDP ha fatto il 100% degli investimenti previsti nella convenzione e nei piani finanziari. Anzi il 104% per essere precisi. Il ministro sa anche bene che, in questa terra di terremoti, per poter fare i lavori di Messa in Sicurezza Urgente sotto i viadotti, nel 2016 siamo stati costretti a ricorrere ai giudici amministrativi. La prima parte di quei lavori sono terminati a giugno 2018.  Così, se oggi A24 e A25 hanno sotto i 197 viadotti un sistema di sicurezza nuovo, lo si deve a due sentenze e al fatto che gli azionisti di Strada dei Parchi hanno deciso di anticipare altri 110 milioni di euro. Strada dei Parchi, le ribadiamo, è pronta a lavorare giorno e notte per trovare una soluzione che blocchi gli aumenti.  E al tempo stesso le riconfermiamo che siamo pronti a fare più della nostra parte per avviare i cantieri per chiudere il piano di messa in sicurezza urgente appena avremo i decreti attuativi. Così tutti, ma proprio tutti, di notte potremo dormire, sarà il riposo dei giusti”.

SEI INDAGATI – Ma, nel frattempo, i ponti delle A24 e A25 finiscono sotto la lente della Procura di Teramo. L’inchiesta con al centro la sicurezza dei viadotti delle due autostrade vede sei persone indagate, tra tecnici e amministrativi di Strada dei Parchi. A finire nel registro degli indagati sono il presidente Lelio Scopa, il vice Mauro Fabris, l’amministratore delegato Cesare Ramadori, il direttore generale di esercizio Igino Lai, il direttore operativo Marco Rocchi e il direttore tecnico Gabriele Nati che dovranno rispondere delle accuse di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. “Si evocano disastri che non ci sono mai stati, e che non potranno accadere perché è stata accertata la piena sicurezza dei due tracciati autostradali”, commentano da Strada dei Parchi. “E’ urgente avviare i lavori di messa in sicurezza anti-sismica urgente, la cui copertura finanziaria, ad oggi non ancora resa disponibile, per la prima e propedeutica fase è stata finalmente deliberata (Decreto Genova), dopo un’intollerabile attesa”.

Dopo gli avvisi di garanzia, i consulenti nominati dalla Procura di Teramo hanno effettuato i primi sopralluoghi sui viadotti per valutarne le condizioni di sicurezza, attraverso prove sperimentali e l’esame dei collaudi. Sotto la lente sono finiti quelli di Cerchiara e Casale San Nicola. “Questa inchiesta è un atto dovuto a fronte delle denunce, assolutamente speciose, presentate da alcune associazioni ambientaliste, che auspichiamo possa concludersi il più celermente possibile con una archiviazione”, concludono da Strada dei Parchi. “Questo perché non esiste alcun ‘inadempimento nella pubblica fornitura del servizio’ e tantomeno alcun ‘attentato colposo alla sicurezza dei trasporti’”.