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Valle dell’Aniene: il finanziamento della legge spegne la sua 1° candelina, ma senza “regali”

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E’ passato un anno dal finanziamento della “legge regionale 18/2007 per la tutela e lo sviluppo economico e occupazionale della Valle dell’Aniene”, ma non si vede alcun risultato concreto. Era l’8 novembre 2017 e “per la prima volta da quando è stata approvata, dieci anni fa, la Regione Lazio finanzia operativamente con 2 milioni di euro la legge”, disse entusiasta il presidente, Nicola Zingaretti, annunciando l’arrivo degli agognati fondi “per permettere ai Comuni dell’area di realizzare opere a favore del loro territorio”. Ma, sia pur spegnendo la prima candelina del finanziamento della norma, i regali non si vedono. Eppure il programma annunciato lo scorso anno sembrava ambizioso: “L’utilizzo delle risorse (si tratta di fondi regionali inseriti nel Bilancio triennale 2017-2019) è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico, ambientale, turistico e archeologico, oltreché allo sviluppo socio economico dell’area della Valle, un insieme di 35 Comuni (31 appartenenti alla Comunità Montana dell’Aniene, più altri 4 indicati dalla legge regionale 18/2007: Castel Madama, Ciciliano, Pisoniano e San Vito Romano. Grazie a questi fondi potranno quindi essere lanciati lavori di recupero di edifici storici utili alla valorizzazione del turismo, interventi sulle infrastrutture e varie altre iniziative in grado di sostenere la crescita dell’economia dell’area vasta con particolare riguardo alle aree di montagna. Allo scopo di accelerare i tempi, snellire le procedure e favorire l’autonomia delle comunità locali nella individuazione degli interventi, si è deciso di trasferire direttamente ai 35 Comuni le risorse stanziate; il 50% dei fondi è stato assegnato sulla base della distribuzione della popolazione e il restante 50% ripartito in parti uguali tra i vari enti”. Eppure, nel successivo Patto per lo sviluppo e il lavoro nei Comuni della Valle dell’Aniene, era prevista “l’istituzione di un gruppo di lavoro e monitoraggio, coordinato dalla Regione, che si occuperà di effettuare quadrimestralmente una valutazione dello stato di avanzamento degli impegni assunti, per eventualmente integrarli o modificarli”. Ma, anche in questo caso, non si sono più avute notizie sulle verifiche del Patto.