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Nel foro tiburtino non si perdono solo toghe: “Qui si va avanti solo grazie ai tirocinanti”

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Nel foro tiburtino non si perdono solo le toghe. Oltre alle carenze dei magistrati, infatti, il procuratore, Francesco Menditto, lamenta anche carenze nel comparto amministrativo: “l’attuale insufficienza radicale dell’organico (34 unità) rispetto a quello necessario e originariamente previsto (48 unità)”. In questa situazione, insomma, “Si fa fronte alle incombenze solo grazie al personale appartenente ai ruoli della Regione Lazio, in virtù di un Protocollo di intesa siglato in data 29/10/2015 tra il Presidente della Regione, il Ministro della Giustizia, il Procuratore Generale e il Presidente della Corte di Appello di Roma”.

TIROCINANTI SENZA STIPENDI – Ma in tutta la Regione, ormai, la situazione dei complessivi 130 tirocinanti che lavorano presso gli uffici giudiziari del Lazio è sempre più precaria. Sono senza stipendio per i mesi di settembre e ottobre. Sindacati e lavoratori sono stati ricevuti in audizione al Consiglio regionale, dove hanno ribadito le loro richieste: “aumenti salariali (attualmente ricevono circa 400 euro mensili e, hanno detto, nessun contributo previdenziale); inquadramento definitivo; mantenimento delle sedi lavorative, anche in caso di cambio di lavoro”. Ma la presidente della commissione, Eleonora Mattia, ha indicato le due uniche possibili vie per la stabilizzazione dei dipendenti: “Se voi volete continuare a lavorare all’interno dei tribunali l’unica possibilità è che il Ministero faccia un concorso. Se volete invece essere assunti dalla Regione Lazio, dovete rinunciare a lavorare nei tribunali e chiedere alla Giunta di individuare altri percorsi”. L’11 si è svolto un incontro al Ministero della Giustizia, ma ancora dal tenore interlocutorio.