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Commercio, il quadrante Est fa quadrato intorno alle botteghe: “Sosteniamo i negozi del quartiere”

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Il quadrante est fa quadrato intorno alle proprie botteghe: “sostieni i negozi del tuo quartiere”. Questa l’iniziativa avviata dal Comitato Popolare Roma Est, che ha distribuito le locandine a tutti i locali pubblici del Municipio VI. Perché, spiega il Comitato, “La crisi economica degli ultimi anni, non ha risparmiato i piccoli negozi, in periferia si è abbattuta in maniera ancora più prepotente, e la continua costruzione di nuovi centri commerciali, che infondono al cliente un maggiore senso di comodità, ha dato loro il colpo di grazia. La concorrenza di questi grossi centri commerciali è davvero spietata, ed è dura per i piccoli commercianti andare avanti così, ecco il perché di questa iniziativa. Rispetto alle grosse catene, i piccoli negozi fanno leva sulla qualità e nel modo in cui seguono con cura ogni cliente nei suoi acquisti. Dobbiamo riqualificare, non solo a livello ambientale e territoriale il VI Municipio, ma anche a livello economico; per questo invito tutti i cittadini a comprare nei negozi di prossimità in modo da restituire un pò di ossigeno ai nostri amici commercianti”.

ESTATE IN ROSSO –
Ma in tutta Roma si sono registrati bilanci in rosso quest’estate per i commercianti, che già versano in una situazione di crisi. Secondo i numeri del presidente di Confesercenti Lazio, Valter Giammaria, in città vi sono ormai 10 mila negozi sfitti, ogni anno nella Capitale chiudono 2 mila imprese ed il cambio di gestione delle aziende è continuo, raggiungendo l’altissima media del 25%: ogni anno, insomma, un negozio su quattro si modifica e cambia attività. E dopo che i saldi estivi sono risultati un vero flop, con perdite che vanno mediamente dal 15 al 25% (con il record negativo in centro), i negozianti incominciano ad interrogarsi sull’autunno che li aspetta. “Noi possiamo sperare in una ripresa solo se c’è un’inversione di tendenza molto forte e se c’è, come si dice, una seria riduzione delle tasse. Altrimenti il rilancio non ci sarà”, ha detto Valter Giammaria, che ha aggiunto: “Ci vogliono iniziative a livello nazionale, manifestazioni per far arrivare turisti italiani e stranieri che abbiano possibilità di spendere. Ci vuole un’immagine della città diversa non come quella che appare oggi sulle pagine dei quotidiani. Occorre riportare ordine e regole nel commercio. E c’è sempre il problema dell’abusivismo che danneggia molto il settore e che ha raggiunto livelli molto elevati. La vendita dei prodotti contraffatti, a livello regionale, si aggira su 2 miliardi e 350 milioni, ma la complessità dell’abusivismo in generale fa arrivare il giro d’affari a 10 miliardi. Il presidente di Confesercenti è preoccupato perché “gli stipendi non sono più equiparati al costo della vita, il calo dei consumi è continuo. I fattori della crisi dei negozi di vicinato sono molteplici, dai centri commerciali a Internet, ma la verità è che le famiglie non hanno più soldi da spendere”.