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Prefettura, richiedenti asilo a Ciciliano e San Vito Sprar attivi a Roviano e Anticoli, Subiaco in ritardo

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Il 12 luglio la Prefettura di Roma ha aggiudicato il bando, per la durata di due anni, per l’affidamento dei servizi di accoglienza e dei servizi connessi ai cittadini stranieri richiedenti asilo presso strutture temporanee ubicate nella Città Metropolitana di Roma Capitale. Per i Comuni della provincia romana sono 6039 i posti letto, mentre per la capitale sono 2160. Ci sono anche una società di Ciciliano, la Cenerella Snc, tra le 11 ammesse per il territorio provinciale, oltre alla cooperativa sociale “La Sponda”, che opera a San Vito Romano e Guidonia. “In considerazione del perdurante straordinario afflusso di cittadini stranieri che interessa l’intero territorio nazionale”, infatti, la Prefettura di Roma ha ammesso 22 richieste per il bando di gara lanciato a fine 2017 “per l’affidamento del servizio di accoglienza in strutture temporanee di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale” sino a fine 2019. Si prevedono 125 posti in più nei Centri d’accoglienza straordinaria (Cas) contro gli 8074 del 2017. La quota massima quotidiana riconosciuta dalla Prefettura per l’ospitalità di ciascun migrante sarà di 35 euro al giorno, con un costo presunto complessivo di 356 milioni e 123 mila euro sino a fine 2019. I 22 ammessi alla procedura (2, invece, gli operatori esclusi) dovranno assicurare la “Fornitura dei pasti, dei servizi di gestione amministrativa, assistenza sanitaria e generica alla persona; il servizio di pulizia e igiene ambientale e la distribuzione di beni (effetti letterecci, vestiario, kit per l’igiene, pocket money, etc)”.

“NO INCREMENTI A ROMA” – Il leggero aumento delle presenze non riguarderà, però, la città eterna. “Si è inteso preservare da ogni incremento di ospiti Roma Capitale rispetto alle presenze di stranieri già attualmente accolti nel circuito di prima accoglienza- spiega la Prefettura- Tale valutazione scaturisce dalle medesime esigenze che hanno portato il Prefetto ad istituire” nel luglio scorso una “Cabina di regia” con il compito di sviluppare percorsi condivisi per la gestione dei processi di accoglienza, inclusione e integrazione dei migranti nel territorio di Roma Capitale. “Pertanto appare opportuno cristallizzare nel bando il numero totale di posti per il lotto di Roma Capitale in misura pari agli attuali 2.160”.

I TETTI IN PROVINCIA – “Ove il numero e la frequenza degli arrivi di migranti nel territorio nazionale rendano necessario, come accaduto in passato, un incremento delle capacità ricettive della struttura di accoglienza, farà ricorso agli aumenti di prestazione rapportati al numero maggiore di presenze nel centro fino al massimo previsto”, avverte la Prefettura. Si potranno ospitare fino ad un massimo di 100 richiedenti asilo nei borghi inferiori alle 3mila anime, con il limite che sale a 200 per i municipi fino a 15mila abitanti ed a 300 per i centri con oltre 15 mila residenti.

CAS E SPRAR – Nei 43 Comuni del Lazio che hanno già attivato gli Sprar (con 4313 ospiti) non è possibile aprire questi nuovi Cas previsti dal bando della Prefettura. I Cas già operativi fino allo scorso anno contavano 3683 posti, di cui 1782 a Roma, come quantificato dal 12esimo Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni. Nella Valle dell’Aniene sono già operativi gli Sprar di Anticoli Corrado (15 posti) e Roviano (10 posti). Il Comune di Subiaco ha presentato il progetto per ospitare 33 richiedenti asilo: sarebbe dovuto partire dal primo luglio scorso, ma ancora non si hanno notizie. A Subiaco esiste anche un centro per minori con circa 20 ospiti nell’ex Convitto di piazza Sant’Andrea: nel gennaio scorso “le Colonne d’Ercole” hanno compiuto 3 anni. “36 mesi lungo i quali oltre 50 adolescenti in condizioni di disagio socio-economico sono stati accompagnati e sostenuti con progetti educativi personalizzati. Un percorso pensato per renderli cittadini di serie A” scrive la cooperativa sociale Bambini+Diritti. Agli Altipiani di Arcinazzo, invece, l’albergo “Il Caminetto” ospita un Cas gestito dalla cooperativa “Tre Fontane” di Roma con oltre 100 richiedenti asilo.