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Consiglio Metropolitano, entra il sindaco di Roiate Ma Palazzo Valentini è da 9 mesi senza vicesindaco

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Il 10 luglio scorso l’ex Provincia di Roma ha votato la surroga del consigliere metropolitano dimissionario Alessandro Priori convalidando l’ingresso del nuovo consigliere Antonio Proietti. Il sindaco di Roiate è diventato così il secondo rappresentante della Valle dell’Aniene nel Consiglio della Città Metropolitana di Roma capitale dopo Carlo Passacantilli di Marcellina. Ma a Palazzo Valentini da ben 9 mesi non “nasce” il nuovo vicesindaco. Ossia il reggente dell’ente, delegato dalla prima cittadina del Campidoglio che la legge di riforma ha voluto anche a capo della Città Metropolitana sin dal 2015. Sono, infatti, rimasti solo 6 assessori, che la riforma ha rinominato “consiglieri delegati”, nella Giunta Raggi o, per meglio dire, nel Consiglio Metropolitano. Nel quale, però, oltre a “risultare vacante la carica di Vicesindaco, c’è anche quella di Capo di Gabinetto nonché di Direttore Generale. Pertanto- scrive in un’istanza il consigliere metropolitano Carlo Passacantilli- la Città Metropolitana di Roma, a tutt’oggi, è sprovvista dei vertici politici ed amministrativi tra i più strategici, con enorme nocumento in termini di gestione ed efficienza dell’Ente Pubblico nel suo complesso”. Passacantilli chiede proprio alla sindaca metropolitana Raggi “di conoscere quando verrà nominata la carica di Vicesindaco, e definiti gli incarichi di Capo di Gabinetto e Direttore Generale al fine di rendere pienamente operativo l’Ente nel suo complesso”. Nell’interrogazione si chiede anche “se è a conoscenza del fatto che il dottor Angelo Capobianco lavora stabilmente a Palazzo Valentini, nonostante risulti essere stato assunto dal sindaco di Roma e non dal sindaco della Città Metropolitana”. Mentre, a giudizio del consigliere di minoranza, “il coordinamento interdipartimentale, con la relativa convocazione dei dirigenti della Città Metropolitana, spetta esclusivamente ai vertici dell’amministrazione metropolitana di Roma”. Per Passacantilli questa “carenza di figure apicali, fondamentali per l’Ente stesso, genera confusione, scambio di ruoli, malcontento e ancora maggiore depauperamento della dignità della Città Metropolitana già totalmente compromessa dalla riforma Del Rio”. Tant’è che, conclude l’esponente di Marcellina, da mesi ormai “non risulta applicato il Regolamento sul funzionamento e l’organizzazione del Consiglio Metropolitano di Roma Capitale, che prevede il Coordinamento dei Consiglieri delegati attraverso riunioni convocate dal Sindaco o dal Vice Sindaco con cadenza, di norma, settimanale”. Ma a Palazzo Valentini, nell’attesa di riempire i buchi dell’organigramma di vertice, per ora la maggioranza pentastellata brinda intanto al “raggiungimento dell’equilibrio di Bilancio, che consentirà di ricorrere a ulteriori agevolazioni. Sono confermate le manovre di finanza pubblica anche per l’anno 2019, ad eccezione dei tagli, che porterà un ulteriore beneficio netto di 9 milioni di euro alle casse metropolitane”. Ma “l’equilibrio è stato raggiunto, anche quest’anno, ricorrendo a misure straordinarie come l’utilizzo di economie derivanti dalla sospensione del pagamento di rate e mutui e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione (sia di spese correnti che in conto capitale)- spiega De Vito- Questo ente, fatto nascere e contestualmente privato di ossigeno, deve tornare a recuperare incisività e capacità d’azione, per quanto ancora siano in vigore misure restrittive e si sia molto lontani dal fabbisogno”. Soprattutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica, visto che Palazzo Valentini fa fatica a programmare gli interventi di manutenzione straordinaria nei 350 istituti secondari di sua competenza (frequentati da 170 mila studenti), nei quali i finanziamenti in conto capitale sono stati già decimati nell’ultimo quinquennio: ridotti al 93% in meno (sono passati da 12 milioni e 731 mila euro del 2011 ad appena 896 mila euro del 2016).