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Asl Roma 5 malata di “mobilità passiva”: i letti sono pochi e i residenti devono curarsi altrove

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Dai 70 Comuni dell’Asl Roma 5 continuano i viaggi della speranza in cerca di un posto letto. I 5 ospedali aziendali, infatti, dispongono meno di un posto letto ogni mille residenti, pari a meno di un terzo degli standard regionali (3,3). E l’eccesso di “mobilità passiva”, ossia il pendolarismo sanitario verso altre Asl, è ammesso dalla stessa azienda sanitaria nella sua relazione annuale sulla performance. “Seppur raggiunto il pareggio di bilancio, restano comunque aperte alcune tematiche fondamentali da affrontare nel corso dei prossimi anni quali: Ridimensionamento della mobilità passiva aumentando nel contempo la capacità “attrattiva” della Azienda attraverso una offerta sanitaria più rispondente alle esigenze dei cittadini. Continuare ed aumentare l’attenzione e il monitoraggio dell’acquisto di beni e servizi a diretta gestione che presentano ancora possibili margini operativi. Attuazione del nuovo Atto Aziendale che potrebbe consentire di realizzare il proprio modello organizzativo ed il conseguente riassetto delle proprie strutture erogatrici di prestazioni rendendolo sempre più funzionale ad un miglioramento dei servizi offerti in una ottica di miglioramento della qualità e di razionalizzazione della spesa”. L’ospedale di Subiaco è ridotto ai minimi termini: dispone di appena 29 posti letto ordinari per acuti più 7 di day hospital (oltre agli 8 di Lungodegenza) ed attende da ben 32 mesi la realizzazione dell’elisuperficie e da altri 22 mesi la ristrutturazione del Pronto Soccorso. Una situazione che porta Cittadinanzattiva Lazio a ribadire “la difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, l’assistenza territoriale e l’accesso alle informazioni e alla documentazione sono i tre principali ostacoli alla fruizione del servizio sanitario regionale. L’assistenza territoriale è stata mortificata, e oggi i servizi sanitari territoriali sono allo stremo lì dove presenti, o del tutto insufficienti ai bisogni della popolazione. Tale quadro è più grave e pesante per i territori delle provincie (Rieti, Frosinone, ASL RM5, solo per citare alcuni esempi)”, denuncia il segretario regionale, Elio Rosati.