Home Valle dell'Aniene Casa: il mercato immobiliare è “immobile” nella Valle dell’Aniene, bene l’Asse Tiburtina

Casa: il mercato immobiliare è “immobile” nella Valle dell’Aniene, bene l’Asse Tiburtina

39
0

Nella Valle dell’Aniene il mercato immobiliare è “immobile”. Secondo l’ultimo Rapporto dell’Osservatorio, stilato dall’Agenzia delle Entrate, il comprensorio fa infatti parte del podio più basso dell’hinterland per quanto riguarda le compravendite registrate nel 2017: “Le macroaree che hanno registrato un numero minore di transazioni sono Monti della Tolfa (60), Area Braccianese (506) e Area Fiume Aniene (577)”.Un ballo del mattone bloccato nonostante il comprensorio presenti la quotazione media più bassa della provincia (898 euro al metro quadrato), quasi due terzi inferiore alla quotazione media provinciale (che si attesta a 2411, mentre la capitale è a 2897). Diversa la situazione di Tivoli e Guidonia (+10,3% di vendite nel 2017), che il Rapporto dell’Agenzia delle Entrate differenza dagli altri 43 Comuni della “Area Fiume Aniene”, inserendo le due città più grandi in un’apposita “Asse Tiburtina”. Sono infatti 11 le macroaree del Rapporto, in cui sono stati suddivisi i 121 comuni della provincia, così come di seguito denominate: Monti della Tolfa (2 comuni), Area Braccianese (5 comuni), Asse Flaminia (17 comuni), Asse Salaria (12 comuni), Asse Tiburtina (2 comuni), Area Fiume Aniene (43 comuni), Asse Casilina (14 comuni), Castelli Romani (16 comuni), Litorale Sud (4 comuni), Litorale Nord (5 comuni) e Roma Capoluogo (1 comune). “L’aggregazione delle macroaree, è stata effettuata riunendo i comuni secondo parametri territoriali omogenei (caratteristiche orografiche, sistema di comunicazione stradale e ferroviario, caratteristiche sociali delle popolazioni, attitudine industriale, agricola, turistica, artigianale e carattere urbanistico).Nel 2017 il volume di compravendite di abitazioni nella provincia di Roma è stato pari a 45.446, il maggior numero di transazioni è stato rilevato nel comune di Roma, che identifica la stessa macroarea. Il dato della capitale ammonta a 31.131, che corrisponde al 68,50% del mercato totale provinciale. Seguono le macroaree che hanno realizzato un numero di transazioni considerevoli: Castelli Romani (3.089), Litorale Nord (2.958) e Litorale Sud (2.778). La variazione tendenziale, per il mercato immobiliare residenziale della provincia di Roma, registra un trend positivo (+3,1%) confermando una ripresa, anche se attenuata, dopo la lunga discesa osservata dal 2006.La maggior parte delle macroaree provinciali riportano un aumento delle vendite, meno marcato rispetto allo scorso anno. Si distinguono, per una performance positiva, le macroaree Litorale Sud con il 12,0%, Asse Tiburtina con 10,3%. Si caratterizzano con un andamento negativo: Monti della Tolfa con -12,4%, Area Braccianese con il -4,4% e Castelli Romani -2,9%.La maggiore appetibilità di alcune macroaree provinciali rispetto alle altre è motivata dalla vocazione turistica dei loro comuni, dalle caratteristiche legate alla vivibilità del luogo e dalla vicinanza alla capitale, rispetto alla quale i prezzi delle abitazioni sono maggiormente accessibili. L’IMI nel 2017 risulta piuttosto stabile, con un valore a livello provinciale pari a 2,05%. La quota di abitazioni compravendute, rispetto allo stock esistente, raggiunge il valore massimo provinciale del 2,31% nella macroarea Litorale Nord seguito dalla macroarea Asse Tiburtina con 2,29% e Roma Capoluogo con il 2,18%.Mentre il numero di compravendite aumenta sensibilmente dal 2015, evidenziando una lenta ma stabile ripresa del mercato immobiliare provinciale, le quotazioni non seguono lo stesso andamento di crescita e nel 2017 seguitano a scendere.Le quotazioni medie immobiliari rilevano variazioni in flessione sull’intera provincia. Il valore medio provinciale si attesta su 2.411 €/m2 (-3,3%) e tra le aree più quotate, Roma Capoluogo segna un valore di 2.897 €/m2 (-3,2%), seguita da Litorale Nord con 1.783 €/m2 (-3,1% e Castelli Romani con 1.777 €/m2 (-4,9%)”.