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Regione, retromarcia sulla scissione dell’Ato 2 Ma si teme la proroga per i prelievi al Pertuso

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La scissione dell’Ato 2 è stata sospesa dalla Regione Lazio. Dopo le proteste unanimi dei Comuni, infatti, la Regione ha dovuto ingranare la retromarcia sulla divisione dell’Ato 2 e la creazione del nuovo Ato 6. E così, preso atto del “Verbale dell’Assemblea dei Sindaci di ATO 2, in data 23 aprile 2018, con il quale all’unanimità dei presenti si stabilisce di dare mandato all’Ente di Governo dell’ATO 2 Centrale di Roma di procedere all’impugnativa delle tre delibere della Giunta Regionale nn.56, 129, 152 del 2018”, la Giunta Zingaretti ha dovuto decidere “di confermare l’attuale assetto dell’organizzazione del S.I.I. regionale in n. cinque AATO regionali”. Deliberando “il necessario procedere con la sospensione dell’efficacia delle D.G.R. n. 56 del 6 febbraio 2018 recante “L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 – Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico”. Ed ora quali sono i possibili scenari che si prospettano? “Si potrebbe ipotizzare di tornare ai 5 ATO ante delibera, in questo caso per i Comuni dell’ATO2 diventa impellente la revisione del sistema di voto che, essendo proporzionale al numero degli abitanti, vede oggi Roma decidere quasi in totale autonomia- sostiene il Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio- Ma si potrebbe anche ipotizzare uno scenario che vede l’unificazione dell’attuale ATO2 con ATO5, cosa che sarebbe per ACEA la ciliegina sulla torta visto che da tempo cerca di operare la fusione tra Acea Ato2 e Acea ato5. in questo caso le ripercussioni per i cittadini sia di Frosinone che di Roma sarebbero drammatiche: nell’ato2 si è infatti aperto, con sindaci e comitati, il tavolo di confronto sulla ripubblicizzazione di Acea e i comitati di Frosinone stanno chiedendo uno studio sulla situazione di Acea ato5 al fine di predisporre anche loro un tavolo tecnico per la ripubbicizzazione. se oggi si operasse la fusione, contro cui ci siamo sempre battuti, la ripubblicizzazione dei gestori rischierebbe di rimanere lettera morta”, conclude il Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio. Il quale teme che la Regione voglia “ricalcare lo schema acquedottistico del Simbrivio regalando di fatto ad Acea ed alle lobby dei costruttori romani le sorgenti del Pertuso”.

LE CAPTAZIONI – Manca poco più di un mese alla scadenza della proroga della “maggiore derivazione per 190 litri al secondo d’acqua dalle sorgenti del Pertuso per approvvigionamento idropotabile acquedotti Simbrivio e Doganella ad integrazione della concessione per l/sec. 360,00”. Una maggiorazione che va oramai avanti da un anno, concessa dalla Regione in due fasi: nel maggio scorso e poi a fine 2017. Ora potrebbe nuovamente prorogarla, anche perché né il Parco dei Monti Simbruini, né i 7 Comuni dell’area protetta hanno mai impugnato gli atti regionali. E l’Acea, che già nel dicembre scorso evidenziò “la carenza di disponibilità della risorsa idrica e il perdurare del periodo siccitoso”, pare intenzionata a richiedere l’ennesima concessione di una proroga. Tant’è che, per evitare le turnazioni, già dice che serviranno interventi nel suo “primo Rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee” presentato il 6 aprile. Nel quale si registra una generale “riduzione di disponibilità di risorse idriche alle fonti di approvvigionamento”, fatta eccezione che per il Pertuso, la principale sorgente del fiume Aniene. Dove le captazioni sono infatti aumentate da 360 a 470 litri al secondo: “contribuiscono 110 litri al secondo dei 190 litri al secondo concessi dalla Regione” fino al 30 giugno prossimo (mentre la fonte del Ceraso nell’acquedotto Simbrivio è passata da 600 a 360 litri al secondo).