Home Valle dell'Aniene Piacentini, a piedi per 900 km fino a Castel Madama

Piacentini, a piedi per 900 km fino a Castel Madama

44
0

“Il Fatto Quotidiano” – di Eleonora Bianchini: “Da Riomaggiore a Castel Madama. A piedi per 900 chilometri, attraversando in poche settimane sette regioni, dalla Liguria al Lazio. Sono due amici, Paolo e Peppe, che percorrono con gambe, cuore e mente il nostro Appennino. Un viaggio tra luoghi abbandonati e sacche di resistenza di chi è determinato a restare, anche dove il terremoto ha ridotto il paesaggio a cumuli di macerie. Paolo Piacentini in Appennino atto d’amore – La montagna a cui tutti apparteniamo (Terre di mezzo) racconta le trasformazioni e i cambiamenti dal 2009 a oggi. Le sue non sono solo le parole di un esperto – che si occupa di Cammini per il Ministero dei beni culturali e già presidente del Parco regionale dei Monti Lucretili – , ma un atto di impegno civile verso quelle montagne dove manca un’adeguata governance di sistema Stato-Regioni-Comuni, che dovrebbe valorizzarle e provvedere alla loro manutenzione, oggi sempre più carente. La cura – dalla pulizia controllata del sottobosco e degli scoli fino alla costruzione dei terrazzamenti – è indispensabile per mantenere la vita lungo l’asse appenninico, per fare nascere nuove identità territoriali “capaci di attirare i giovani, sempre più stanchi del modello urbano”. Sono tanti i cammini sfiorati nel libro, tutti in Italia e che in pochi conoscono. Dalla Grande traversata della Alpi fino al Cammino naturale dei parchi, quello di San Benedetto, dei Briganti e all’Anello dei Sibillini. E ci sono anche la Transiberiana d’italia, cioè il treno Sulmona-Carpinone e il sentiero europeo E1, che da Capo Nord dovrebbe arrivare fino alla Sicilia. La passione del camminare è un privilegio con cui si cresce, spiega Piacentini, che come il suo compagno entra in sintonia con se stesso ad ogni passo. Via dal caos della città e sperando di non incrociare quad e moto che squarciano il suono della natura. Baciati dal sole sul crinale della montagna, stremati dalla calura del giorno che asciuga le ossa bagnate dall’umidità della notte. La liberazione è trovare un ristorante dove mangiare, un letto su cui dormire, scoprire che l’abbinata cioccolato-parmigiano dettata dalla fame è buonissima. Poi ci sono gli incontri, e quelli che nascono sui sentieri hanno “qualcosa di straordinario”.