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Tor Vergata, 6 milioni per la Torre 8 Esposto in Procura sulle liste d’attesa

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Dopo il protocollo sottoscritto a giugno, approvati gli atti aziendali per il Policlinico Tor Vergata. Il protocollo d’Intesa aveva sancito l’evoluzione istituzionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico Tor Vergata” e dell’attuale Fondazione “PTV – Policlinico Tor Vergata” di diritto privato verso la “Fondazione Policlinico Universitario di Tor Vergata – PTV” di diritto pubblico, e la conseguente attuazione del modello di Fondazione IRCCS di diritto pubblico a rilievo nazionale. Il protocollo, inoltre, disciplina le modalità di collaborazione tra l’Università e la Regione per lo svolgimento delle attività integrate di didattica, ricerca ed assistenza. Ora al via una fase nuova:

“nuovi investimenti- annuncia la Regione- A brevissimo il decreto per l’assegnazione al Policlinico Tor Vergata di 6mln per il reparto di Ostetricia Ginecologia, che è componente necessario per avere il riconoscimento di Dea di II livello. Ci sarà inoltre un investimento di 1,2 mln in nuove tecnologie, dopo gli investimenti già effettuati in questi anni per 10,4 milioni sulle risorse tecnologiche. Anche qui nuove assunzioni. Anche in questa struttura lo sblocco del turnover: c’erano state 0 assunzioni nel 2013, dal 2014 al 2017 sono state 379 e 47 stabilizzazioni. Aumentato anche il numero di posti letto: +78, passando dai 426 del 2014 a 504 nel 2017”.

I NUOVI FONDI – La Regione ha anche annunciato oltre 100 milioni di euro per 18 interventi di ristrutturazione, ampliamento, messa in sicurezza e acquisto di nuovi macchinari nei maggiori ospedali della Capitale e nelle province di Latina, Frosinone e Viterbo: questo il contenuto del decreto alla firma del Commissario ad acta alla Sanità e Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Per il Policlinico Tor Vergata sono previsti “6 milioni di euro per il completamento del III livello dell’edificio denominato Torre 8”. Ed altri “1,2 milioni di euro per l’acquisto di gamma camera digitale”

IL NUOVO LABORATORIO – Il 15 marzo è stato intanto inaugurato il nuovo laboratorio didattico sulla chirurgia mininvasiva del Policlinico di Tor Vergata, un vero e proprio simulatore sul modello di quelli usati per i piloti d’aereo per apprendere questa tecnica chirurgica sempre più sofisticata.

L’obiettivo prioritario del laparoscopic training center – spiega una nota dell’ateneo – è il miglioramento e la diversificazione delle possibilità di formazione e di perfezionamento per gli operatori sanitari in ambito chirurgico. Il sistema consentirà il perfezionamento di giovani medici che intraprendono la specializzazione in una qualsivoglia branca chirurgica, ma anche degli studenti degli ultimi 2 anni del corso di medicina che intendono effettuare test e training al simulatore chirurgico. Inoltre è possibile sviluppare un corso di studi ad hoc per tecnici di simulatori chirurgici e corsi di formazioni per studenti delle professioni sanitarie, per esempio infermieri di sala operatoria. “Il laparoscopic training centre è un percorso obbligato del training chirurgico in quasi tutti i Paesi e la legislazione si va adattando anche nel nostro. L’innovazione è nel percepire l’esigenza e il cambiamento ineluttabile e presentarsi pronti con i nuovi percorsi ministeriali”.

ESPOSTO PER LE LISTE D’ATTESA – Ma il 23 febbraio scorso è stato presentato un esposto in Procura per chiedere di fare chiarezza sul caos delle liste d’attesa dell’Università di Tor Vergata. Ad annunciarlo l’ex candidata del M5s alla presidenza della regione Lazio, Roberta Lombardi: “Zingaretti continua a ripetere che la sanità del Lazio è in perfetta salute, che nessun posto letto è stato tagliato, come se – scrive Lombardi – i disservizi fossero solo un’allucinazione collettiva che ha contagiato i cittadini del Lazio. Eppure i fatti, i pazienti e il personale sanitario ci raccontano costantemente una realtà diversa. Come Pierpaolo Sileri, chirurgo e professore dell’Università di Tor Vergata e candidato con il MoVimento 5 Stelle al Senato, che ha denunciato una gestione insana delle liste d’attesa. In poche parole: pazienti, alcuni anche ammalati gravi, con tumori, che aspettano da mesi di essere operati con urgenza, perdono il loro turno perché vengono scavalcati da altri che riescono a prendere, per così dire, una “corsia preferenziale”. Il rischio per quei cittadini che rimangono, ingiustamente, indietro, è di ammalarsi in maniera più grave. E per alcuni di loro, il tempo è vita”.