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Tivoli, Regione ed Asl annunciano l’arrivo della risonanza magnetica attesa da 4 anni

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Sarà anche magnetica, ma da ben 4 anni non riesce a farsi “attrarre” dall’annunciato acquisto per l’Asl Roma 5, che è l’unica tra le 10 aziende sanitarie del Lazio a non disporre ancora di neanche una risonanza nei suoi 5 ospedali. Ora la Regione torna ad annunciare “per la Asl Roma 5 oltre 2,8 milioni di euro per tre Tac, una Risonanza Magnetica e due S-Scan”. Ma, già nel marzo del 2014, l’Asl chiese 600 mila euro alla Regione per l’acquisto della “apparecchiatura inesistente presso questa azienda, che attualmente effettua esami diagnostici in accreditamento con una cospicua spesa”. Ossia 6.553.815 euro (489.373 a carico dei pazienti e 6.113.942 a carico della Regione) per le 37.989 risonanze, tutte effettuate presso le strutture private convenzionate per i quotidiani andirivieni dai 5 ospedali. Dopo 15 mesi “la Regione ha concesso i finanziamenti, ma l’azienda è in attesa dell’autorizzazione definitiva”, spiegò allora l’Asl, che però ancora deve acquistare l’ormai basilare strumentazione diagnostica per l’unico Dipartimento di emergenza ed accettazione, quello di Tivoli. Dove ora si annuncia l’arrivo di “una nuova Tac (64 strati) e una Risonanza Magnetica (1,5 T)”. Però i tempi previsti dalla delibera regionale sono “24 mesi per la manutenzione di 7000 m.q.”. La lista della spesa prevede anche “una Tac (64 strati) ed un S-Scan per l’ospedale di Colleferro, una Tac (32 strati) per quello di Palestrina ed una S-Scan per Subiaco. Per Colleferro, non appena prenderanno servizio gli specialisti radiologi per i quali è stata concessa la deroga all’assunzione, sarà verificata con immediatezza la possibilità di ripristinare il servizio di Guardia Radiologica h24. A questo si aggiunga che è in fase di collaudo, e a giorni entrerà in funzione, il Telecomandato presso la Radiologia di Tivoli”.

“MOLTO DA FARE” – “Si tratta di risultati importanti, frutto di un buon lavoro di squadra – commenta il commissario straordinario, Giuseppe Quintavalle – stiamo tutti lavorando con grande dedizione per migliorare l’offerta dei servizi sanitari per i cittadini della Roma 5. Stiamo rinnovando il parco tecnologico, continuano i sopralluoghi per verificare l’effettivo stato delle strutture con interventi migliorativi. Stiamo inoltre attivando ogni utile procedura per il reclutamento del personale ottenuto in deroga. C’è ancora molto da fare ma la strada è quella giusta”.

LISTE D’ATTESA – Ma a Tivoli c’è ancora molto da fare anche per le liste d’attesa: per una visita dal gastroenterologo, ad esempio, bisogna attendere 193 giorni nell’Asl Roma 5. La quale ora annuncia che “l’Ambulatorio di Diagnostica vascolare ultrasonografica riaprirà per i pazienti esterni il 20 marzo. Potranno essere effettuati esami EcocolorDoppler arterioso dei vasi epiaortici, arterioso e venoso degli arti inferiori e superiori, oltre che visite Angiologiche. Al momento sarà attivata una seduta settimanale il martedì dalle 13:00 alle 15:00 con prenotazione massima di sei esami. L’operazione è stata possibile grazie anche alla disponibilità del primario, il Dott. Massimo Marci, essendo stata anche superata la fase di carenza di organico che aveva portato ad una sospensione temporanea del servizio. Nelle prossime settimane si valuterà la possibilità di ampliare il servizio con altre sedute”.

CARENZE DI INFERMIERI – Il 14 marzo “dopo la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil sui trasferimenti di infermieri al Spdc di Monterotondo, che ha scoperto i turni dell’Area Medica, dell’Urgenza, nei servizi territoriali e nella Casa della Salute di Palombara, creando disagi ai lavoratori e all’utenza”, si è svolto un incontro fra azienda e sindacati. “Il commissario straordinario ci ha assicurato che le unità di personale trasferito saranno rapidamente sostituite e si è impegnato a fornirci tempestivamente notizie sui tempi e sulle modalità delle sostituzioni. Abbiamo espresso soddisfazione per l’impegno assunto dalla direzione generale, ma aspettiamo fatti e provvedimenti concreti”, commentano i sindacalisti. I quali probabilmente non dimenticano che l’Asl già l’11 febbraio scorso aveva assicurato “che il personale già assunto da tempo per prestare servizio all’SPDC di Monterotondo sarà assegnato alla struttura di destinazione di prossima apertura e rimpiazzato “in maniera contestuale” dai candidati risultati idonei nella graduatoria formulata a seguito dell’avviso di mobilità espletato da questa Azienda”.