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Roma, tutte le strade finiscono in buca: Tiburtina maglia nera, la Procura indaga

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Sarà pure vero che tutte le strade portano a Roma, però finiscono anche in buca. Quello delle strade groviera della capitale è un nodo che si trascina da decenni, ma ha raggiunto livelli patologici dopo gli ultimi giorni di neve, ghiaccio e pioggia: limiti di velocità di 30 Km/h in Tangenziale, vie chiuse, linee bus deviate e vigili costretti a sorvegliare maxi voragini.

IL MONITORAGGIO ON-LINE – Ora anche on line è possibile avere il quadro completo della situazione in città. Il sito decorourbano.org mostra una mappa con centinaia di segnalazioni, avendone raccolte complessivamente circa 10.000. Le strade con più buche sono naturalmente quelle molto lunghe, a partire dalle consolari. Si scopre così che per via Prenestina sono arrivate 4 segnalazioni, per via Salaria 10, per via della Pisana 4, per via Portuense 7. Ed ancora: in via Collatina ci sono 9 buche, in via Cassia 8 e sulla via Aurelia 7. Sul Muro Torto 5 buche e su via Cristoforo Colombo 18. I record però sono quelli registrati sulla via Tiburtina con 22 voragini e sul Lungotevere nel suo complesso con 28. Ci sono poi alcuni casi specifici: in via Pio IX viene segnalata una voragine da 15 giorni. A due passi da piazza Navona, in via del Melone, un utente segnala una “buca coperta da un cartone e utilizzata come discarica. Con presenza di topi”. In via Principessa Clotilde 6, davanti a piazza del Popolo, un altro utente segnala una “buca con sanpietrini disconnessi sull’attraversamento pedonale” mentre in via Farini 26, uscendo da Termini, “il dissesto stradale è così pronunciato che è impossibile dormire la notte per il rumore delle auto e dei bus che transitano”.

L’INCHIESTA DELLA PROCURA – Il problema delle buche a Roma passa sotto la lente della Procura di Roma, che ha avviato una indagine dopo gli esposti di alcune associazioni di consumatori. Il Campidoglio prova a correre ai ripari, annunciando risorse aggiuntive. Secondo i costruttori romani, servirebbe un piano straordinario con investimenti pari a 250 milioni l’anno per cinque anni. Intanto nel vertice tra l’assessore ai lavori pubblici di Roma capitale, Margherita Gatta, e i municipi si è deciso di avviare subito l’esecuzione di lavori per circa 17 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire la copertura di 50.000 buche in un mese, per una media di oltre 1.500 al giorno in tutta la città. Ci saranno interventi sia per i Municipi (a cui competono le piccole strade) che per il dipartimento manutenzione urbana del Comune (grande viabilità). In sinergia con i Municipi il Campidoglio garantirà ulteriori risorse per intervenire sulle strade della Capitale: oltre 4,5 milioni, per assicurare nelle prossime settimane l’operatività di squadre aggiuntive rispetto a quelle già a disposizione anche delle singole strutture territoriali. Verrà inoltre noleggiata una macchina “tappabuchi” in grado di assicurare, da sola, 150 interventi al giorno, utilizzando una miscela di ultima generazione che garantisce una durata maggiore dei lavori. Ma tutto questo rischia di essere una goccia nell’oceano. Secondo uno studio dell’Acer, l’associazione dei costruttori edili romani, per rimettere in sesto la rete stradale di 5.500 km della Capitale servirebbe un intervento straordinario di 250 milioni l’anno per 5 anni, vale a dire oltre un miliardo.

PIU’ INCIDENTI – Secondo i dati del ministero dell’Interno, sono diminuiti gli incidenti meno gravi, ma sono aumentati del 12% quelli con feriti coinvolti e del 20% gli scontri mortali. “La situazione a Roma è gravissima al punto che la città sembra uscita da un bombardamento, e si stanno moltiplicando i casi di incidenti e problemi ad auto e scooter provocati dallo stato dissestato dell’asfalto”, denuncia il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. L’associazione dei consumatori annuncia una valanga di cause risarcitorie contro il Comune per l’emergenza buche ed invita “tutti gli automobilisti e i motociclisti danneggiati dallo stato disastroso dell’asfalto capitolino a rivolgersi all’associazione per ottenere il risarcimento dei danni subiti, sia materiali (rotture sospensioni, pneumatici, forature, parabrezza, ecc.) sia fisici (cadute o lesioni provocate dalle buche). Abbiamo istituito oggi una task force di avvocati, medici, ingegneri e fisioterapisti che avrà il compito di fornire assistenza a 360 gradi ai cittadini danneggiati da buche e voragini”, conclude Rienzi. Il quale ha presentato anche una istanza al Ministero della Difesa “affinché invii urgentemente nella capitale militari dell’Esercito con il compito preciso di mettere in sicurezza le strade”.