Home Valle dell'Aniene Guidonia, al Tar la battaglia contro il trattamento meccanico-biologico

Guidonia, al Tar la battaglia contro il trattamento meccanico-biologico

40
0

Tmb non Tvb: il Comune di Guidonia ricorre al Tar contro la delibera del Governo Gentiloni, favorevole all’apertura del TMB dell’Inviolata. Il 2 marzo l’amministrazione capitanata dal sindaco Michel Barbet ha ufficializzato l’impugnazione della delibera del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre scorso che di fatto potrebbe dare il via al trattamento meccanico-biologico (TMB) dell’Inviolata. “Coerentemente con quanto abbiamo sempre dichiarato, e in linea con quanto stabilito dal Consiglio Comunale lo scorso mese di agosto, la Città di Guidonia Montecelio si oppone con forza all’apertura dell’impianto di produzione di balle da incenerimento nel cuore del proprio territorio – afferma Barbet – Siamo fermamente convinti che sia nostro dovere difendere la città dalla grave minaccia ambientale che rappresenta”. Anche il Comitato risanamento ambientale ribadisce il proprio no “All’ennesimo inganno dei funzionari della Regione Lazio col complice Consiglio dei Ministri a danno del territorio a nord-est della Capitale ed a tutto vantaggio del monopolista dei rifiuti regionale, Manlio Cerroni”.  Un rifiuto “forte, compatto e deciso” come il corteo che, il 10 febbraio scorso, “è sfilato per il centro di Guidonia gridando No al Tmb! L’impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati all’Inviolata di Guidonia ha goduto nel 2010 di un’autorizzazione riconosciuta come illegittima da magistrati penali ed amministrativi, ed è stato fatto oggetto di un altro ridicolo e penoso tentativo di riabilitazione, attraverso una procedura “creativa” e non prevista dalla normativa di riferimento. I solerti funzionari della Regione hanno inventato una nuova autorizzazione all’attività dell’impianto costruito da Cerroni, cercando di “sanarne” le irregolarità e concedendo il nulla osta fino al dicembre 2024, forti dell’appoggio di un Consiglio dei Ministri in scioglimento”, conclude il Cra.