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Regione, proteste per la “scissione” dell’Ato2: metà Valle dell’Aniene finirà nel nuovo Ato 6

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Dalla scissione dell’atomo a quella dell’Ato2: una delibera approvata dalla Giunta Regionale ha ridefinito gli Ambiti Territoriali Ottimali (Ato) di Bacino Idrografico, creando il sesto Ato. La delibera, infatti, cambia la situazione esistente. E spacca in due la Valle dell’Aniene per aggiungere il nuovo Ato agli attuali 5: l’Ato1, denominato Lazio Nord–Viterbo; l’Ato2, denominato Lazio Centrale–Roma; l’Ato3, denominato Lazio Centrale–Rieti; l’Ato4, denominato Lazio Meridionale–Latina, l’Ato5, denominato Lazio Meridionale – Frosinone. “L’Ato6 servirà così una popolazione di oltre 490mila utenti e, ai fini di un riequilibrio demografico, si è anche ritenuto di corroborare l’attuale Ato1 con l’inclusione di 4 Comuni, provenienti dall’Ato2, per un totale di circa 80mila abitanti. Sommando la decurtazione derivante dalla costituzione dell’Ato6, ciò comporterà per l’Ato2 una diminuzione complessiva di circa 570mila, a fronte dei rimanenti pari a circa 3mln 700mila. Sul delicato tema della distribuzione dell’acqua, abbiamo riequilibrato l’assetto del servizio ai cittadini rimasto fermo da troppi anni, mentre la popolazione delle aree interessate è cresciuta notevolmente – ha affermato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: l’obiettivo è stato quello, quindi, di poter offrire maggiore prossimità con le esigenze dei tanti Comuni interessati. Un’altra misura che, sono convinto, segnerà positivamente il rapporto tra utenti ed erogatori del servizio nel settore dell’idropotabile della regione”.

LA PROTESTA – Ma la riforma è bocciata dal Comitato Acqua Bene Comune Valle dell’Aniene: “Il bacino idrico dell’Aniene sarà letteralmente spezzato in due: i comuni dell’area Pertuso-Simbrivio faranno parte del nuovo ABI 6 insieme all’asse dei comuni dei Monti Prenestini/Affilani e gran parte della Valle del Giovenzano/Empolitana, parte di quelli della Valle del Sacco e i Castelli Romani mentre quasi tutti i comuni rivieraschi e della destra idrografica dell’Aniene da Jenne, Subiaco, Agosta, Arsoli, Roviano, Marano Equo, Vicovaro, Tivoli e Guidonia ecc. resteranno in ATO2 con Roma. La giustificazione di Zingaretti su questa prevaricazione (giocata tutto sulle spalle della Valle dell’Aniene e del Sacco e a favore delle lobby dell’acqua e del mattone) è che l’ABI Aniene disegnato dai Comitati dell’Acqua (circa 200mila abitanti) non avrebbe i requisiti di economicità atti a garantire la gestione del servizio idrico; eppure la delibera Refrigeri riconosce un ABI del reatino di 175mila abitanti ben minore sia dell’ABI Aniene sia dell’ABI Sacco (anch’esso spaccato letteralmente in due) proposti dai Comitati dell’Acqua. Ampiamente bocciati in geografia quindi Zingaretti e Refrigeri secondo i quali Marino e Velletri fanno parte del bacino idrografico dell’Aniene mentre comuni da sempre conosciuti come città delle Acque quali Tivoli e Subiaco NO!

Il gioco è ora quindi in mano ai Sindaci: sapranno battersi per l’Acqua, ultima risorsa della Valle che può garantire un futuro sostenibile, anche sul piano turistico? Sapranno far valere la tutela dei Beni Comuni? Sapranno garantire il volere dei propri cittadini che al Referendum del 2011 hanno votato per l’Acqua Pubblica con punte dal 60 al 70%? Lo si vedrà nei prossimi giorni. Una cosa è certa noi- conclude il Comitato Acqua Bene pubblico- non ci fermeremo. La “guerra dell’Acqua”, che nella Valle dell’Aniene è iniziata ormai da quasi 20 anni, la porteremo avanti fino in fondo. A questi giochi non ci stiamo, oggi come allora”. E il Comitato regionale Acqua pubblica Lazio rincara la dose: “costituire un nuovo Ato6 non ha alcun fondamento idrogeologico, sono stati traditi i principi della legge 5/2014. Se questo atto della giunta aveva lo scopo di raccogliere consensi elettorali sull’acqua pubblica, la mira è sbagliata! Se si intendeva invece far finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla, probabilmente i poteri forti di Acea ne saranno soddisfatti. Naturalmente come coordinamento regionale continueremo la nostra azione nei territori e nelle sedi istituzionali a difesa dell’acqua pubblica senza se e senza SpA”.

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