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Lazio Ambiente di nuovo in “grave crisi”: anche Subiaco, Olevano e Trevi “morosi”

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“La società Lazio Ambiente si trova in uno stato di grave crisi di liquidità dovuta, sostanzialmente, alla difficoltà di incassare nei tempi contrattuali i crediti commerciali vantati verso i comuni del Lazio per i servizi di igiene urbana e raccolta/smaltimento dei rifiuti”. E così gli “assessori hanno segnalato alla Giunta regionale l’opportunità di dare indirizzo alle strutture amministrative di attivare, ove possibile, l’istituto della compensazione”. Ossia lo strumento per il “riferimento al recupero dei crediti vantati dalla società Lazio Ambiente S.p.A. nei confronti dei comuni del Lazio per i servizi resi e, pertanto, di compensare le somme dovute dalla Regione Lazio ai comuni clienti di Lazio Ambiente S.p.A. L’operazione di compensazione determinerà il pagamento della Regione Lazio nei confronti di Lazio Ambiente S.p.A. delle somme costituenti il credito vantato dalla società nei confronti dei comuni clienti e, per l’effetto del pagamento, i comuni clienti saranno liberati dei propri debiti nei confronti della medesima società Lazio Ambiente S.p.A. per un importo pari a quello effettivamente pagato dalla Regione Lazio a Lazio Ambiente S.p.A”.

I COMUNI MOROSI – “La società Lazio Ambiente, ha trasmesso l’elenco dei crediti certi, liquidi ed esigibili, alla data del 12 ottobre 2017, che risultano essere pari a complessivi euro 14.099.851,78, così suddivisi: Artena, euro 3.628.956; Capranica Prenestina, euro 35.750; Carpineto Romano, euro 326.031; Colleferro, euro 1.990.814; Colonna, euro 569.911; Fiuggi, euro 2.222.273; Frascati, euro 1.005.942; Gavignano, euro 106.375; Genazzano, euro 248.907; Gorga, euro 46.645; Labico, euro 1.016.535; Montelanico, euro 92.066; Nemi, euro 101.848; Olevano Romano, euro 343.278;

San Vito Romano, euro 178.997; Segni, euro 760.341; Subiaco, euro 455.933; Trevi nel Lazio, euro 332.391; Valmontone, euro 636.850”.

STIPENDI A RISCHIO – Attraverso una lettera ufficiale, l’amministratore unico Gregorio Narda ha infatti annunciato che “stante il perdurare della crisi finanziaria ed economica che investe la nostra società e la conseguente, materiale indisponibilità delle somme necessarie, non sarà possibile purtroppo corrispondere le retribuzioni del corrente mese di gennaio entro i termini temporali (giorno 27) previsti”. E i delegati sindacali del Termovalorizzatore tornano a puntare il dito contro i Comuni morosi. “Vogliamo denunciare per l’ennesima volta il disinteresse da parte delle istituzioni locali e regionali nei riguardi dei dipendenti dei termovalorizzatori di Lazio Ambiente e dell’azienda tutta”.

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