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Disabili, l’Anffas contro i 21 sindaci del Distretto G4: “Non frega più niente a nessuno, servizi a rischio”

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“Non frega più niente a nessuno: anche i Sindaci del Distretto socio-sanitario RM5.4 hanno gettato la spugna”. L’accusa ai 21 primi cittadini arriva dall’Anffas, l’associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale con sede in Subiaco e operante da oltre trent’anni sul territorio del Distretti socio assistenziale di Subiaco e Olevano Romano. La onlus già nei mesi scorsi aveva messo in guardia contro il rischio-chiusura dei Centri diurni per disabili di Subiaco e Olevano Romano, che potrebbero chiudere i battenti dal prossimo luglio. Ed ora, attacca l’Anffas, “si è consumata, per l’ennesima volta, una sciagurata strategia di basso profilo politico che

penalizza tutto il territorio del Distretto socio-assistenziale e mette in crisi la buona erogazione dei servizi sociali. E’ stata rimandata una decisione che invece è urgente e obbligatoria per il buon funzionamento del distretto, contravvenendo sia alle disposizioni emanate dalla legge regionale”. Secondo l’accusa della onlus, infatti “I Sindaci hanno rinviato la decisione di sottoscrivere con la Asl territoriale la convenzione che permetterebbe di continuare il rapporto di collaborazione mettendo così a rischio il coordinamento socio sanitario dei servizi territoriali. Senza tale accordo è impossibile coordinare le azioni di sistema rivolte all’integrazione dei servizi socio-sanitari nel distretto; servizi rivolti ad anziani con patologie degenerative, disabili, minori con problematiche psico- sociali, creando uno squilibrio tra le azioni di governance territoriale. Tale decisione ci sembra strumentale ad un obiettivo ben preciso: destabilizzare tutto quanto di buono è

stato fatto in questo ambito da quando è entrata in vigore la riforma con la legge 328/2000.

Ormai il distretto RM5.4 è senza alcun riferimento tecnico per gli operatori dei servizi territoriali.

Da oltre un anno siamo testimoni di una modalità di gestione del distretto che è poco dire farraginosa, approssimativa, superficiale, arrogante, a tratti intimidatoria, e che disattende le indicazioni fornite dalla Regione”. A cominciare, almeno a giudizio dell’Anffas, dalle “modalità per la nomina di un nuovo responsabile del distretto che violano la convenzione sottoscritta tra i Comuni del Distretto; la nuova nomina doveva essere discussa e approvata in conferenza dei Sindaci, invece i Sindaci hanno ratificato una nomina approvata dal solo Comune di Olevano Romano”. Ma l’accusa della onlus riguarderebbe anche “Determine prima pubblicate e poi revocate”, oltre all’“affidamento di incarichi per servizi mai previsti nel piano di zona” e “Consulenze legali per l’espletamento delle gare di appalto dei servizi fatte pagare dai servizi

stessi; Servizi che tardano ad essere attivati per evidenti inadempienze amministrative

(prestazioni integrative dell’home care premium) e Comunicazioni inviate per posta certificata alle quali non è mai stata data nessuna risposta. Stiamo assistendo ad una gestione centralistica e autoreferenziale da parte di soggetti totalmente incompetenti- conclude l’Anffas- Più volte sono state sollecitate riflessioni più attente, data la delicatezza degli argomenti e decisioni più ponderate che, alla luce delle ristrettezze economiche, richiedono sempre più integrazione

tra operatori, ottimizzazione delle risorse disponibili e aperture a competenze trasversali.

Al contrario, si prosegue con un pressapochismo ormai non più tollerabile”.

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