Home Valle dell'Aniene Arsoli riapre l’ex casa cantoniera

Arsoli riapre l’ex casa cantoniera

38
0

“Una nuova vita per la vecchia casa cantoniera di Arsoli. Era uno spazio abbandonato e da oggi è un centro dove i giovani possono incontrarsi. Un punto di riferimento in più per tanti ragazzi che soprattutto nei comuni più piccoli sentono la mancanza di spazi dove ritrovarsi. È un progetto a cui tengo molto- ha detto il presidente della Regione, Nicola Zingaretti- in tutto il Lazio sono più di 40 le case cantoniere che stanno diventando degli spazi aperti e vivi per le persone”. Non ancora, però, a Subiaco e Vicovaro. Lo Sportello “Prospettiva Lavoro” presso il Nodo di Scambio Vicovaro – Mandela – Sambuci, ha detto nei mesi scorsi il sindaco Fiorenzo De Simone, è un’occasione “per la crescita e lo sviluppo del territorio, insieme alla Fiera della Valle dell’Aniene e al recupero della vicina Casa Cantoniera”. Un recupero atteso però da oltre 3 anni. Risale, infatti, al 5 ottobre del 2014 l’atto con il quale Regione affidò le ex case dei cantonieri “ai Comuni a “canone ricognitorio”, estremamente vantaggioso, per 6 anni eventualmente prorogabile per altri 6 anni. Gli enti locali, dovranno eseguire entro 12 mesi tutti gli interventi di ristrutturazione previsti nel progetto ed attivare le funzioni e le attività proposte”. Di mesi, però, ne sono passati ben 39 e i progetti sono ancora in via d’attuazione a Vicovaro, mentre Subiaco, che di case ne ha due, è ancora ferma. I progetti prevedono di “realizzare un centro di prevenzione e sostegno alla famiglia andando incontro ai bisogni delle persone più deboli o in situazioni di debolezza” per la casa cantoniera al km 12,714. Mentre per la Casa Cantoniera sita in via Sublacense km 17+726, è stata annunciata “la realizzazione di una casa protetta per donne e minori vittime di violenza. L’immobile diverrà una struttura di accoglienza, per le donne con o senza figli, per offrire loro assistenza e protezione da parte di personale altamente qualificato e preparato alle necessità dei singoli casi, attraverso laboratori, arti terapie e percorsi di sostegno teso ad un pieno recupero individuale e sociale”. Ma il progetto per la casa protetta per le donne è stato recentemente bocciato dalla Regione: ultimo in graduatoria.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here