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Rocca Cencia, per l’Ama “emergenza fino a marzo” Carichi di 400 tonnellate al giorno da 55 Comuni

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Una panoramica del Tmb Salario liberato dai rifiuti, durante il tour per verificare lo stato di attuazione del piano di Ama. Roma 22 agosto 2016. ANSA / HO CAMPIDOGLIO - Paola Lo Mele +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ (b. 65) Immagine tmb ama-1.jpg da liamai host TIPO4 @autore ANSA

Rifiuti, dopo il caos Ama ammette che “L’emergenza durerà fino a marzo”. L’accordo azienda-sindacati, infatti, prevede ancora straordinari nei Tmb di Rocca Cencia e Salario: “Considerato il permanere della fase di criticità relativamente al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, si conviene la proroga fino al 31 marzo 2018 dell’indennità riconosciuta al personale operativo dei Tmb (impianti di trattamento meccanico biologico) di Rocca Cencia e Salario”. Sullo sfondo, mancano soluzioni definitive, a partire dai due nuovi impianti promessi – a Cesano e a Casal Selce – che però, come ha ammonito la Regione, al momento sono solo slide, idee e non veri progetti. E c’è proprio questa precarietà strutturale alla base del rinnovato accordo tra Ama e sindacati (Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel) che dà per scontato il perdurare della «fase di criticità» che la città ha attraversato nelle ultime settimane. “Il personale operativo di Rocca Cencia e Salario – spiega il documento – presterà la propria attività su tre turni da otto ore di cui due a prestazione straordinaria». «A fronte dell’incremento di produttività sarà corrisposto un premio specifico per il contributo mensile pari a 30 euro lordi per ogni giornata di presenza da erogare con cadenza mensile”. Così è deciso: fino a marzo, emergenza e straordinari.

IL TILT DELL’11 GENNAIO – L’impianto per il Trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia è andato in tilt l’11 gennaio: all’interno di una vasca di scarico, già strapiena di rifiuti, una ruspa cingolata si è rotto comportando il fermo dell’impianto per permettere la rimozione del mezzo. A denunciarlo, attraverso un video, è stata la Fp Cgil. Il cingolato si trovava all’interno di una delle vasca di trattamento quando improvvisamente si è rotto. A causa dell’altissima presenza dei rifiuti non è stato possibile rimuoverlo in tempi celeri e così il secondo Tmb dell’Ama (oltre a quello di via Salaria), ha smesso di lavorare per l’intera giornata. Poi il 12 il sito è tornato operativo. Ma il guasto ha comportato un notevole ritardo sul trattamento dei rifiuti. “Gli impianti sono sovraccarichi – denuncia la Funzione pubblica della Cgil – dovrebbero contenere al massimo 750 tonnellate di indifferenziato da trattare, non 4 o 5 mila come capita nei momenti peggiori. Dovrebbero essere vuoti alla fine dei turni e manutenuti. Quel cingolato e quell’operatore, su quel cumulo, non dovrebbero mai operare. Ci stupisce che, passato un anno e mezzo, dopo i primi blitz e le dirette streaming, la situazione sia persino peggiorata, al netto di qualche intervento di manutenzione che abbiamo ottenuto dopo che il sindacato – conclude la Cgil – ha sollevato il caso in seguito a un incidente sempre capitato a causa della percorrenza di un mezzo sopra i cumuli. In quel caso la benna toccò il tetto facendo crollare una lastra di cemento. Lo ripetiamo da sempre: la situazione è grave. La città paga le troppe scelte sbagliate del passato”. Ma l’Ama ha subito ribattuto: “L’impianto di trattamento meccanico biologico di Rocca Cencia ha funzionato regolarmente. E’ assicurata la piena funzionalità di questa struttura, che da alcune settimane è stata tra l’altro dotata di un secondo braccio operativo a ragno”. Tutto il multi-materiale ‘leggero’ passa sia dagli impianti Ama di via Laurentina e di Rocca Cencia, sia da impianti terzi. A Rocca Cencia sono 51 i Comuni della provincia che conferiscono rifiuti indifferenziati nell’impianto di Cerroni ufficialmente in uso alla ditta Porcarelli. Il caso è riportato nell’ultima relazione della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti nel Lazio. «L’opportunità o meno di utilizzare quell’impianto – si legge -, e la stessa possibilità giuridica di farlo, parrebbe aver interessato solo Roma Capitale. Al 7 agosto 2017, presso l’impianto di tritovagliatura di Porcarelli Gino a Rocca Cencia, conferiscono i seguenti 51 Comuni…». E poi la lista, da Affile a Campagnano, da Capena a Castel Gandolfo, Formello, Frascati, Tivoli, Subiaco. Stime informali hanno calcolato un carico di circa 400 tonnellate giornaliere.

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