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Tor Vergata, la carenza dei posti letto porta al “blocco-barelle” delle ambulanze per 5 ore

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Al Policlinico Tor Vergata il “blocco-barelle” ferma le ambulanze fino a 5 ore in attesa della restituzione della lettiga a causa della carenza di posti letto. E’ successo il 6 febbraio: la situazione era già critica a mezzogiorno, con 6 ambulanze in attesa davanti al Pronto Soccorso del PTV. Dove, invece dei 557 letti che dovrebbe avere, “attualmente, a causa del parziale completamento della Torre 8, i posti letto funzionanti sono 504, che non sono sufficienti per soddisfare il rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti previsti dallo standard nazionale- come ha lamentato la stessa azienda nel bilancio consuntivo- Nel territorio circostante, infatti, risiedono circa 850 mila abitanti e l’insieme dei posti letto presenti nelle altre strutture di ricovero non raggiunge i 1500, con un rapporto pertanto inferiore a 2 posti letto per mille”. Ma il problema riguarda tutta la Regione: anche secondo l’ultimo studio del sindacato medico Anaao “nel Lazio spicca la grave situazione dei letti con una carenza di 3.600 posti. Perché il rapporto “reale” Posti Letto/mille abitanti (ossia sottraendo i Posti Letto che non hanno offerta di pronto soccorso) è pari a 2,37 nel Lazio”. Al punto da essere crollata al 7° posto della classifica italiana delle Regioni “senza-letto”: ne sono rimasti solo 17 mila e 220. Questa la situazione dopo le “amputazioni” imposte negli ultimi 14 anni, con ben 9 mila posti letto tagliati, pari a oltre un quarto dell’originaria dotazione ospedaliera. La Regione ha anche la maglia nera per il minor numero di strutture d’emergenza-urgenza in rapporto alla popolazione residente: mentre la “media nazionale dei Pronto soccorso è pari a uno ogni 90.546 abitanti- quantifica il Rapporto Ospedali & Salute- il Lazio ne ha uno ogni 117.769 residenti”. Anche per questa carenza, e “a causa del protrarsi delle soste in Pronto Soccorso dei mezzi di emergenza c’è la conseguente necessità di reperire mezzi aggiuntivi per garantire la copertura del territorio”, come lamenta nel suo bilancio l’Ares 118, che per questi noleggi negli ultimi 7 anni ha speso ben 43 milioni e 482 mila euro, pari ad una media di 17 mila e 254 euro al giorno. Soprattutto davanti al picco influenzale, come indica il Rapporto epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità, il Lazio va in affanno, anche perché figura tra le 8 Regioni più colpite dal virus questa settimana, con un’incidenza di 17,16 casi per mille assistiti a fronte di una media nazionale di 13,2. Il 6 febbraio c’erano 1730 pazienti nei 48 Pronto Soccorso laziali: quasi un quinto (325) era “in attesa di ricovero o trasferimento”, con il record al San Camillo (40), seguito sul mesto podio dall’Umberto I (31) e il policlinico Casilino (25).

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