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La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale in Età Evolutiva: cos’è e come funziona.

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La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è una psicoterapia sviluppata negli anni
’60 da A.T. Beck e Albert Ellis, ed oggi adottata nella pratica clinica dalla maggior
parte degli psicoterapeuti. In aggiunta ai riferimenti classici del comportamentismo, la
TCC si basa sul modello cognitivo, che ipotizza che le emozioni e i comportamenti
delle persone vengono influenzati dalla loro percezione degli eventi, ed è per questo
che prende il nome di terapia cognitivo-comportamentale. La TCC sta assumendo il
ruolo di trattamento psicologico d’elezione per la stragrande maggioranza dei problemi
emotivi e comportamentali.
Secondo l’approccio cognitivo-comportamentale standard, non è la situazione in sé a
determinare direttamente ciò che le persone provano, ma è piuttosto il modo in cui
esse interpretano certe esperienze. All’origine dei disturbi vi è, dunque, un modo
distorto di pensare, che influenza in modo negativo l’umore e il comportamento del
paziente. Per cui, la terapia è finalizzata a modificare i pensieri, le emozioni e i
comportamenti disadattivi che mantengono la sofferenza del paziente, producendo la
riduzione e l’eliminazione del sintomo e apportando miglioramenti duraturi nel tempo.
L’intervento cognitivo comportamentale applicato a soggetti in età evolutiva, in
particolare, è un tipo di intervento breve, strutturato e basato sul principio che
pensiero, emozione e comportamento sono tre aspetti dell’individuo che si influenzano
in modo reciproco.
Prendiamo come esempio la seguente situazione: è notte e due bambini di 6/7 anni
nella loro stanza al buio ognuno a casa sua si stanno addormentando, quando
improvvisamente sentono un rumore. Uno dei due, stringe il suo pupazzetto, si volta
dall’altra parte e prova a riprendere sonno; l’altro, invece, si preoccupa, si alza dal
letto e allarmato chiama la mamma. Cosa spiega questi due differenti comportamenti
in risposta allo stesso evento? La differente reazione emotiva e comportamentale è
determinata dall’interpretazione che i due bambini fanno del rumore, quindi dai loro
pensieri. Probabilmente, infatti, sentendo il rumore il primo bambino avrà pensato:
“Che cosa sarà successo? Qualsiasi cosa stia succedendo in casa ho con me il mio
orsetto che mi protegge!”. Il secondo bambino, invece, è più probabile che abbia
pensato: “Che cosa sarà successo? Ruberanno le mie cose! Mi faranno del male! Ho
paura!”. Lo stesso evento, quindi, può portare ad emozioni e comportamenti differenti
a seconda di come lo si interpreta. Questo spiega perché una stessa situazione può
provocare in bambini diversi, o nello stesso bambino in momenti differenti, due
reazioni completamente opposte.
La differente reazione emotiva e comportamentale che due bambini possono avere di
fronte allo stesso evento è determinata dall’interpretazione che i due bambini danno
dell’evento, quindi dai loro pensieri.
Perché interpretiamo gli eventi? Perché cerchiamo fin da quando veniamo al mondo di
dare un senso a ciò che ci circonda e di organizzare l’esperienza per non essere
sopraffatti dalla grande quantità di stimoli a cui siamo sottoposti ogni giorno. Con il
passare del tempo le varie interpretazioni portano ad alcuni convincimenti e
apprendimenti, che possono essere più o meno aderenti alla realtà e più o meno
funzionali al benessere della persona.
La terapia cognitivo-comportamentale, pertanto, interviene sugli schemi cognitivi
disfunzionali al fine di regolare le emozioni dolorose, interrompere i circoli viziosi che
mantengono la sofferenza nel tempo e creare le condizioni per la soluzione del
problema.
Un intervento terapeutico qualitativamente valido è quello che riesce a trasformare
costruttivamente il modo in cui il bambino trae significato dall’esperienza e il modo in
cui egli si comporterà in futuro.
Negli ultimi due decenni la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale si è dimostrata
efficace in una vasta gamma di disturbi psicologici, è un tipo di terapia saldamente
ancorata alla ricerca scientifica, in continuo perfezionamento, evolvendosi mano a
mano che si acquisiscono nuove conoscenze nell’ambito della psicopatologia.
Dott.ssa Mirta Nardoni
Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

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