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Rems, slitterà al 2021 il 2° modulo di Subiaco La provvisoria di Palombara diverrà definitiva

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Continuano a slittare i tempi per la realizzazione delle Rems definitive nel Lazio. Le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza detentive, quelle che hanno preso il posto dei vecchi ospedali psichiatrici giudiziari chiusi per legge da 4 anni, avrebbero dovuto essere inaugurate nel luglio 2017. Invece occorrerà attendere fino ad altri 3 anni per l’inaugurazione. Il nuovo cronoprogramma è stato aggiornato dal decreto 303, nonostante l’appello del garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, che da mesi chiede alla Regione “la rapida realizzazione delle Rems definitive” in ritardo di oltre 2 anni. Invece in una Rems, la “Castore” di Subiaco, i lavori sono bloccati da oltre un anno e mezzo ed ora il termine per l’apertura è stato fissato “entro il 31 maggio 2021”. A Subiaco per ora è attiva una struttura provvisoria da 20 posti letto (quella definitiva è da 40), inaugurata nel luglio 2015, ma ci sono già “numerose richieste per l’esecuzione dl lavori dl manutenzione: eliminazione di infiltrazioni idriche causate dall’usura nel tempo del Pvc dopo appena 4 anni”. E adesso, “per evitare l’interruzione dei ricoveri”, l’Asl Roma 5 ha dato il via ai “lavori con urgenza” da oltre 46 mila euro. Nell’altra Rems da 40 posti letto, in progetto a Ceccano, è partita la demolizione del vecchio edificio ospedaliero da riconvertire “entro il 30 aprile 2022”. Mentre a Rieti l’apertura della Rems femminile da 11 posti letto è prevista “entro il 31 dicembre 2019”.

L’ATTO AZIENDALE – “l’Azienda si appresta ad ultimare i lavori di completamento del sito di Subiaco, con il completamento degli ultimi 20 posti letto presso la REMS “Polluce” e l’ampliamento degli spazi esterni, che prevedono la presenza di due campi sportivi polifunzionali e spazi ricreativi e di svago per le attività riabilitative e ludiche degli ospiti. Al momento sono attive le REMS Castore (definitiva) Merope e Minerva e al completamento dei lavori potrà essere attivata anche la REMS Polluce (definitiva) a Subiaco. Nel sito di Palombara Sabina, che invece non dispone di sufficienti spazi interni ed esterni per la pratica di attività e i laboratori previsti nel trattamento degli ospiti, dovranno essere individuate e progettate soluzioni di ampliamento, tali da poter superare la fase di provvisorietà delle strutture. Presso le REMS di Palombara sarà sviluppato un progetto sperimentale innovativo, previa formalizzazione autorizzazioni da parte egli enti competenti, denominato REMS attenuata, ovvero una REMS per misure detentive destinata a quegli utenti che provengono dalle REMS Castore e Polluce che sono in fase di stabilizzazione, che necessitano di interventi complessi ma ordinari e il cui grado di pericolosità e la necessità di stretto monitoraggio sia diminuita. Per tali utenti è frequente che il tempo da quando le condizioni cliniche siano compatibili per un sistema meno afflittivo a quando sia possibile effettuare le dimissioni per una struttura territoriale residenziale, possa superare anche l’anno bloccando di fatto la possibilità di attingere alle liste d’attesa che intasano la nostra Regione. La ASL Roma 5 avrà pertanto 60 posti letto rems 20 assessment + 40 stabilizzazione, e 20 posti letto Rems sperimentale attenuata risolvendo in tal modo il problema delle liste d’attesa e la presenza di internati in regime carcerario per la scarsa disponibilità di posti letto e di soluzioni alternative.

Dal 2015 ad oggi le tre residenze attive hanno mantenuto un’occupazione di posti letto prossima al 100% dei posti disponibili, ricoverando complessivamente 131 soggetti di sesso maschile sottoposti alla misura di sicurezza detentiva, di cui 2 non residenti nella regione Lazio. Sono stati dimessi 74 utenti, con un indice di recidiva inferiore al 7%, per violazione delle prescrizioni giudiziarie in regime di libertà vigilata. L’attivazione dell’ultimo modulo REMS a Subiaco, e l’ampliamento degli spazi interni ed esterni del sito di Palombara Sabina, non solo permetterà una sensibile riduzione del numero di soggetti in attesa di ricovero in REMS, ma permetterà l’estensione del trattamento psichiatrico forense ad attività socio-riabilitative attualmente non erogabili, adeguando i percorsi di cura forensi agli standard scientifici evidence-based più avanzati”.