Home Valle dell'Aniene Guidonia, “Siderurgica Tiburtina” sequestrata: “Si smaltiva il ferro raccolto nei campi Rom”

Guidonia, “Siderurgica Tiburtina” sequestrata: “Si smaltiva il ferro raccolto nei campi Rom”

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Il 6 giugno è stata sottoposta a sequestro la “Siderurgica Tiburtina”, l’azienda specializzata nella raccolta e nello smaltimento di materiale ferroso in via dei Faggi, al bivio di Guidonia.Secondo l’accusa avrebbe effettuato operazioni illegali nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non. Le indagini sono state svolte dalla polizia locale di Roma Capitale e dal distaccamento di Tivoli della polizia locale della Città Metropolitana di Roma Capitale. Sono partite due anni fa per contrastare il traffico dei rifiuti metallici gestito da alcune comunità rom che vivono nei campi nomadi della capitale e di Guidonia.Nel marzo 2016 gli agenti hanno intercettato e poi sequestrato un autocarro, di provenienza illecita, utilizzato per il trasporto non autorizzato di rifiuti metallici. Le indagini hanno successivamente portato all’individuazione del vasto impianto di destinazione dei rifiuti, di circa 17.000 mq, a Guidonia. L’osservazione costante delle attività nello stabilimento ha permesso di raccogliere, a carico dei gestori, ulteriori prove per il più grave reato di traffico organizzato di rifiuti pericolosi e non.Durante le approfondite indagini, coordinate dalla procura di Roma, è stato possibile documentare la sistematica ricezione e gestione illecita dei rifiuti da parte dei titolari dell’impianto, con reiterazione costante dei reati ambientali. Di fatto lo stabilimento operava come un vero e proprio «collettore» di stock di rifiuti di vario genere, trasportati e conferiti illegalmente, sia da cittadini italiani, sia da appartenenti alle comunità rom. I gestori eludevano, quindi, le normative ambientali e guadagnavano dalla ricezione illegale di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi pronti per essere rivenduti, senza alcun costo di gestione. Il provvedimento di sequestro emesso dal gip del Tribunale di Roma ha permesso di porre fine a questo traffico di rifiuti, garantendo attraverso la nomina di un amministratore giudiziario, la prosecuzione delle attività industriali all’interno dello stabilimento, oltreché la salvaguardia dei numerosi posti di lavoro dei dipendenti.