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Tassi d’occupazione più bassi a Tor Cervara Borghesiana, Torre Angela e Tor Vergata

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Un ragazzo davanti a una agenzia interinale, in una foto del 31 maggio 2010 a Pisa.Il tasso di disoccupazione resta sostanzialmente stabile a luglio. Nel mese, sottolinea l'Istat, il tasso dei senza lavoro si fissa all'8,4%, in calo apparente rispetto all'8,5% di giugno, solo grazie agli arrotondamenti. FRANCO SILVI

«Politiche urbane per Roma»: laureati in centro, pochissimi in periferia. A Tor Cervara solo sei persone su cento hanno la laurea in tasca. E, da Torre Angela alla Borghesiana, la pergamena l’hanno conseguita solo meno di uno su dieci. Questi i risultati illustrati da tre ricercatori de La Sapienza (Lelo, Monni e Tomassi). Ancora più interessante è la differenza tra il Pil dei quartieri «più laureati» e quelli più «ignoranti», solo uno a tre (dati Istat). Cioè: è molto maggiore la disparità culturale che economica tra centro e periferia romana. Ma c’è un altro dato: i giovani (under 30) sono oltre un terzo nelle nuove periferie (San Vittorino, Lunghezza, ecc.) mentre in quelle storiche (Pineto, Don Bosco, Pietralata, ecc.) sono gli over 65 a questa quota. Alcune mappe mostrano in modo particolarmente evidente le disuguaglianze in termini di condizioni socio-economiche tra i diversi quartieri: i livelli di istruzione, le opportunità occupazionali, i redditi, lo sviluppo umano.

L’ISTRUZIONE – “La percentuale maggiore di residenti con laurea si trova nei quartieri benestanti a nord e sud (41-42% a Parioli, Salario, Acquatraversa, Eur e Celio), mentre le percentuali sono molto basse nelle periferie esterne o prossime al GRA (5-8% a Tor Cervara, Santa Palomba, Borghesiana, Santa Maria di Galeria e San Vittorino), cosicché la quota dei laureati ai Parioli (42,3%, nel II Municipio) è pari a 8 volte quella di Tor Cervara (5,2%, nel IV Municipio). Specularmente, la percentuale maggiore di residenti con licenza elementare o nessun titolo di studio si registra nei quartieri popolari e periferici (28-30% a Tor Cervara, Santa Maria di Galeria, Tufello, Torre Maura e Casetta Mistica), e i valori minimi invece in vari quartieri centrali e benestanti (11-12% ad Acquatraversa, Tre Fontane, Centro Storico, Eur e Grottaperfetta).

L’OCCUPAZIONE – “Per quanto concerne i tassi di occupazione e disoccupazione rimane la frattura tra centro e periferia, anche se si presenta maggiormente frastagliata e con alcuni casi particolari. I dati disponibili sono tratti dal censimento 2011, quindi prima della grave recessione degli anni successivi, ragione per cui viene descritto il tasso di occupazione, che è meno soggetto alle dinamiche congiunturali rispetto al tasso di disoccupazione, comunque riportato nella mappa. Questi dati rappresentano comunque l’unica possibilità di indagare il mercato del lavoro a livello di quartiere, e vanno quindi considerati più dal punto di vista delle differenze tra aree urbane che come valori assoluti. Tra i quartieri con maggiore partecipazione alla forza lavoro emergono, prima ancora delle zone tradizionalmente benestanti a nord, i nuovi insediamenti a cavallo del GRA dove sono andate ad abitare famiglie giovani in cui lavorano entrambi i componenti della coppia, in maniera più o meno stabile o precaria. Il tasso di occupazione sulla popolazione 15-64 anni è infatti prossimo o superiore al 70% nelle nuove periferie a sud-ovest (Magliana e Malafede) ed est (Acqua Vergine, Lucrezia Romana e Sant’Alessandro), mentre è poco più del 55% nei quartieri della periferia più vecchia soprattutto a est (Tor Cervara, Torre Angela, San Basilio, Giardinetti-Tor Vergata e Borghesiana), ma anche a nord (Cesano e Tufello), oltre che a Ostia Nord sul litorale. I problemi occupazionali si concentrano quindi soprattutto nel quadrante est della città (Municipi IV, V e VI) e sul litorale di Ostia, due aree territoriali ben conosciute per le emergenze sociali che le interessano.

I REDDITI – Per quanto riguarda la distribuzione del reddito fra le diverse aree del territorio romano non sono disponibili dati riferiti a ciascuna zona urbanistica, ma anche il quadro dei municipi è coerente con quanto già delineato (figura 3, mappa in alto a sinistra e Tabella 1, dove sono riportati i valori dell’indice di sviluppo umano in ciascun municipio). Ai primi posti si situano i municipi benestanti del centro e di Roma nord (I, II e XV), insieme alle altre aree di ceto medio-alto (VIII, IX e XII); agli ultimi posti si trovano i municipi popolari a est (IV, V e VI), seguiti da quelli del quadrante sud-ovest (XI e XIII) e dal litorale di Ostia (X).